Palermo

Commemorato Orazio Costantino, il carabiniere medaglia d’oro al valore militare

Commemorazione in memoria del carabiniere Scelto Orazio Costantino, Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria”, caduto eroicamente il 27 aprile 1969

Pubblicato 1 ora fa

Questa mattina, nel comune di Casteldaccia, si è svolta la solenne commemorazione in memoria del Carabiniere Scelto Orazio Costantino, Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria”, caduto eroicamente il 27 aprile 1969.

​Per onorare il coraggio del militare, originario di Castroreale Terme (ME), la cerimonia è stata articolata in due momenti di profonda partecipazione: la deposizione di un omaggio floreale presso il cippo commemorativo situato in via Carlo Cattaneo – Largo Costantino Orazio, e la successiva deposizione di una corona d’alloro in contrada Fiorilli, luogo in cui il Carabiniere perse la vita mentre, con sprezzo del pericolo, fronteggiava due malviventi impegnati in un’attività estorsiva. Alla cerimonia hanno preso parte i familiari del decorato e il figlio, signor Antonio Costantino, insieme al Generale di Brigata Luciano Magrini, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Palermo, al Sindaco di Casteldaccia, Onorevole Giovanni Di Giacinto, l’Assessore alla Pubblica Istruzione di Casteldaccia, Maria Tomasello e il Maggiore Pietro Calabrò, Comandante della Compagnia di Bagheria.

Presenti all’evento anche una delegazione dell’Associazione Nazionale Carabinieri “Sicilia” e i rappresentanti delle Associazione professionali a carattere sindacale tra militari. ​Il rito, scandito dalla lettura della biografia del militare e dalla toccante preghiera officiata dal Cappellano Militare, Don Salvatore Falzone, ha unito i presenti in un abbraccio ideale verso il caduto. Prima del termine della cerimonia ha preso la parola il Generale Luciano Magrini che ha rivolto un commosso indirizzo di saluto ai presenti, stringendosi in un abbraccio ideale ai figli del decorato, e a tutti i familiari. Il Comandante ha esteso il proprio ringraziamento in particolare agli alunni della Scuola Media Statale “Luigi Capuana” di Casteldaccia, sottolineando l’importanza della loro partecipazione.

L’Alto Ufficiale nel rievocare la figura di Orazio Costantino, ha osservato come, nonostante siano trascorsi 57 anni da quel 27 aprile 1969, il ricordo resti vivido e necessario, Ha ricordato che il militare era un uomo di soli 38 anni, padre di due figli piccoli, rimarcando che il sacrificio più grande è stato sofferto proprio dalla sua famiglia, che ha dovuto proseguire il cammino senza il conforto e la guida del proprio caro, rinunciando a condividere con lui i momenti fondamentali della crescita. Ha evidenziato il valore del gesto di Costantino, insignito della Medaglia d’Oro già nel 1970, un sacrificio compiuto per tutelare la legalità e garantire ai cittadini di Casteldaccia condizioni di vita più serene e libere dalla minaccia criminale, sottolineando che pur consapevole dei rischi insiti nell’operazione, il Carabiniere eroe non ha esitato a immolarsi. Rivolgendosi direttamente ai giovani, il Generale Magrini, li ha esortati a vedere in Orazio Costantino non solo una figura storica, ma un modello attuale di virtù. Il suo coraggio ha infatti contribuito a costruire le condizioni di sicurezza di cui oggi godiamo; concludendo, ha ribadito che il sacrificio del militare non è stato vano, assicurando che l’Arma non dimenticherà mai il valore e i principi per i quali il Carabiniere Scelto Costantino ha offerto la vita.

​Il gesto eroico del militare è insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria, con la seguente motivazione:

“Addetto a squadra investigativa, già più volte distintosi in brillanti, coraggiose operazioni di servizio, partecipava volontariamente a rischiosa azione di appiattimento – su terreno impervio – per l’identificazione e l’arresto degli autori di tentata estorsione mediante lettera minatoria. Dopo dodici ore di snervante attesa, venutosi a trovare a diretto contatto con individuo che, armato di fucile da caccia, si accingeva a raccogliere il piego simulante la somma richiesta, con estrema decisione e cosciente sprezzo del pericolo, lo affrontava con l’arma in dotazione spianata al fine di impedirgli ogni possibilità di fuga. Raggiunto in pieno petto da micidiale scarica di pallettoni repentinamente esplosa dal malvivente, trovava la forza di reagire – seppur invano – con il fuoco del proprio moschetto finché, stremato dalle mortali ferite, si abbatteva al suolo. Domato nel corpo ma non nello spirito, prima di esalare l’ultimo respiro forniva ai commilitoni informazioni determinanti per la identificazione del reo. Luminoso esempio di sublime coraggio, attaccamento al dovere fino al supremo sacrificio ed elette virtù militari. Contrada Fiorilli, Agro di Casteldaccia (Palermo), 27 aprile 1969.”

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