Acqua, Federconsumatori: “Dove c’è il privato le tariffe sono più alte”
Circa metà dell'isola - si legge in una nota - paga l'acqua ad un prezzo in linea con la media nazionale (tra i 415 e i 527 euro per una famiglia tipo di tre persone), mentre l'altra metà paga di più o molto di più
Dove la gestione è puramente privata, il cittadino paga di più per l’acqua e la fognatura. Lo riferisce Federconsumatori Sicilia dopo una nuova indagine sulle tariffe del Servizio Idrico Integrato nei comuni capoluogo dell’isola, basata su dati aggiornati a fine 2025. Circa metà dell’isola – si legge in una nota – paga l’acqua ad un prezzo in linea con la media nazionale (tra i 415 e i 527 euro per una famiglia tipo di tre persone), mentre l’altra metà paga di più o molto di più.
La classifica dei capoluoghi siciliani dal più caro al più economico, vede Enna in testa con 764 euro, seguita da Siracusa (738 euro), Caltanissetta (729), Agrigento (630), Palermo (544), Ragusa (513) , Trapani (441), Messina (364), Catania (360). Se oltre la metà dei siciliani paga l’acqua così tanto è dovuto ad un mix di due fattori, secondo Federconsumatori. Il primo è che, in Sicilia, l’acqua si paga due volte: la prima, all’ingrosso, a Siciliacque (Società mista partecipata al 75% da privati e al 25 % dalla Regione Siciliana), la seconda, al dettaglio, al gestore locale del servizio. Il prezzo all’ingrosso, inoltre, è altissimo. Come se non bastasse, in Sicilia ben più della metà dell’acqua comprata all’ingrosso si perde nelle reti di distribuzione e questa perdita viene scaricata in bolletta e fatta pagare al consumatore finale.

