Catania

Tutela e sicurezza dei lavoratori nei campi, scatta una denuncia e sanzioni per oltre 6.500 euro

Controllate 5 aziende agricole e 20 operai, tra cittadini italiani ed extracomunitari.

Pubblicato 2 giorni fa

Prosegue senza sosta l’attività dell’Arma dei Carabinieri etnea nel contrasto al caporalato, al lavoro sommerso e alle violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Nell’ambito di un servizio coordinato, infatti, i militari delle Stazioni di Mazzarrone e Licodia Eubea, supportati dal personale specializzato del Nucleo Ispettorato del Lavoro NIL di Catania, hanno effettuato una serie di controlli presso diverse aziende agricole operanti in quei territori. 

L’attività ispettiva, finalizzata alla verifica della regolarità dei rapporti di lavoro e del rispetto delle norme poste a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, ha interessato complessivamente 5 aziende agricole e 20 operai, tra cittadini italiani ed extracomunitari.

Nel corso degli accertamenti, soltanto una delle aziende controllate, una ditta agricola operante a Mazzarrone, è risultata irregolare perché militari hanno individuato un lavoratore italiano impiegato senza la preventiva comunicazione di assunzione, configurando così una fattispecie di lavoro nero. Gli approfondimenti svolti dal personale ispettivo hanno, inoltre, consentito di accertare che il lavoratore non era stato nemmeno sottoposto alla prescritta visita medica preventiva, necessaria per verificare l’idoneità del dipendente alle mansioni che deve svolgere e dunque garanzia essenziale per prevenire infortuni e malattie professionali, soprattutto in un settore particolarmente impegnativo come quello agricolo.

Per tali violazioni è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria il titolare dell’azienda, un 20enne del posto, perché, sulla base degli indizi raccolti, da verificare in sede giurisdizionale, ritenuto responsabile delle inosservanze riscontrate, ferma restando la presunzione di innocenza valevole ora e fino a condanna definitiva. 

Nei suoi confronti sono state inoltre contestate sanzioni amministrative per un importo complessivo pari a 6.573,84 euro.

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