Mafia

L’allarme del procuratore De Lucia: “Lo Stato ha perso il controllo delle carceri”

Lo dice il procuratore di Palermo, Maurizio de Lucia, intervenendo a un dibattito organizzato dall'associazione siciliana della stampa

Pubblicato 2 ore fa

“Le carceri non sono piu’ sotto il controllo dello Stato. Vi sono call conference tra chi sta fuori, chi sta dentro e chi e’ in un altro carcere”: lo dice il procuratore di Palermo, Maurizio de Lucia, intervenendo a un dibattito organizzato dall’associazione siciliana della stampa, valido come corso di formazione dell’Ordine dei giornalisti. “La situazione carceraria italiana e’ complicata – prosegue il capo della Dda – perche’ i detenuti sono piu’ della capienza possibile, non abbiamo un adeguato sistema di assistenza ai condannati, molti sono tossicodipendenti e non dovrebbero stare in carcere. Il controllo dei penitenziari appartiene solo alle organizzazioni criminali, che vogliono lasciare le cose per come sono”.

Nello stesso incontro, moderato dal consigliere dell’Ordine di Sicilia, Franco Nuccio, e dal segretario regionale di Assostampa, Giuseppe Rizzuto, de Lucia ha dato atto della recrudescenza del fenomeno estorsivo “soprattutto nelle aree periferiche della citta’ di Palermo. Non ci sono parti del territorio – ha aggiunto, davanti al sindaco Roberto Lagalla, tra i partecipanti al dibattito – esenti dal fenomeno del racket. A San Lorenzo c’e’ una strategia precisa: la mafia e’ tornata a essere violenta perche’ aveva perso il controllo della situazione”. Il dibattito aveva come tema:

“A Palermo tornano le intimidazioni del racket. Cosa Nostra sta rialzando la testa?”, presente anche il giornalista Salvo Palazzolo. De Lucia ha ricordato il ricorso ad armi micidiali come i kalashnikov e bombe “che provengono da altri scenari italiani e da guerre passate, il conflitto balcanico, e presenti, tra Russia e Ucraina”. Sempre di fronte a Lagalla, che aveva ipotizzato il possibile utilizzo dell’esercito a Palermo, tema su cui la stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni era stata possibilista: “L’esercito per me deve fare l’esercito – chiosa de Lucia – ha compiti istituzionali diversi da quelli della polizia. Bisogna pero’ anche essere pragmatici: da Parigi a Nizza ci sono pattuglie operative sul territorio. Un limitato apporto, ossia una sostituzione nei presidi fissi le forze di polizia, e’ utile”. Il procuratore invita anche a non eccedere, “altrimenti poi si passa a cosa, ai caschi blu dell’Onu?”.

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