Agrigento

Cimiteri, che disastro: il Comune riorganizza il servizio

In una lunga disposizione di servizio dell'assessore competente, tutte le criticità del settore

Pubblicato 50 minuti fa

Un sistema al collasso, in cui la tenuta dei servizi essenziali è quotidianamente minacciata da una stratificazione di criticità strutturali, amministrative e gestionali. E’ questo il quadro dei cimiteri cittadini stando ad una durissima disposizione di servizio firmata in questi giorni dall’assessore comunale Giuseppe Riccobene e trasmessa ai settori di competenza per interventi immediati.

Entrando nel merito delle problematiche riscontrate dall’amministrazione, la prima criticità di carattere strutturale riguarda la grave carenza di organico che affligge gli uffici, una situazione talmente compromessa da impedire persino la regolare apertura al pubblico dei cimiteri e da costringere l’ente a riduzioni di orario e giornate di servizio. A questo si somma una seconda criticità legata all’assenza cronica di personale tecnico e amministrativo, indispensabile per la gestione dei progetti, la direzione dei lavori e la supervisione della cartografia.

La terza criticità investe direttamente la sicurezza degli impianti e degli spazi fruibili dai cittadini e dai lavoratori, evidenziata in modo allarmante nel Cimitero monumentale di Bonamorone da un impianto elettrico esterno gravemente compromesso, caratterizzato da interventi improvvisati e potenzialmente pericolosi operati da terzi. Una quarta criticità riguarda la pericolosità strutturale rilevata a Piano Gatta, dove l’utilizzo di loculi privi di scale di altezza adeguata e dotate di standard di sicurezza espone l’utenza a concreti rischi di cadute dall’alto e l’amministrazione a pesanti responsabilità risarcitorie. La quinta criticità è rappresentata dalla presenza di sciami incontrollati di api nei cimiteri di Piano Gatta e Montaperto, fonte di pericolo costante per lavoratori e visitatori. La sesta criticità riguarda lo stato di abbandono e la scarsa accessibilità dei campi di inumazione concessi a privati, spesso privi di una corretta e periodica scerbatura. La settima criticità fa riferimento alla gestione caotica e non tracciata dei cantieri edili privati all’interno dei siti cimiteriali, dove operano ditte sprovviste di cartellonistica di sicurezza e lavoratori privi di tesserino di riconoscimento, rendendo impossibile per i custodi l’identificazione e il riscontro con i titoli autorizzativi. Un’ottava criticità emerge dalla totale obsolescenza degli strumenti di lavoro, affidati a planimetrie cartacee superate e a faldoni storici ingestibili che ostacolano qualsiasi mappatura trasparente delle concessioni e alimentano il rischio di abusivismo. La nona criticità consiste nell’evasione e nella mancata riscossione dei canoni di concessione, delle luci votive e dei diritti di segreteria, la cui inerzia rischia di determinare la prescrizione dei crediti per l’ente.

La decima criticità riguarda il degrado del patrimonio edilizio e monumentale e la carenza di una pianificazione per la manutenzione straordinaria e il restauro dei beni di pregio storico. L’undicesima criticità, infine, concerne la vulnerabilità sul piano igienico-sanitario, evidenziata dalla mancanza di sistemi informatici rigorosi per il tracciamento dei rifiuti speciali, dei formulari identificativi e delle delicate operazioni di esumazione ed estumulazione. Per arginare questa complessa emergenza, l’atto di indirizzo delinea un articolato sistema di correttivi che puntano a una svolta radicale nella gestione della cosa pubblica. Sul piano organizzativo, si interviene disponendo il distacco d’urgenza di personale tecnico e amministrativo e programmando l’inserimento prioritario delle figure mancanti nel Piano Triennale dei Fabbisogni, valutando l’attivazione di servizi esterni di portierato per garantire la continuità dell’apertura dei cimiteri.

Sotto il profilo della digitalizzazione e del recupero finanziario, l’amministrazione prevede l’avvio di una mappatura digitale tramite il Sistema Informativo Territoriale o l’ausilio di tecnici esterni, finalizzata alla creazione di una banca dati che incroci i dati storici con lo stato reale delle concessioni, accompagnata da un piano straordinario di controllo e riscossione dei tributi evasi. Per ristabilire la legalità e la sicurezza nei cantieri, si introduce l’obbligo di un registro digitale per le ditte autorizzate e si dispongono verifiche a tappeto sulla conformità dei titoli edilizi e sul rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro.

Si pianifica inoltre un piano di manutenzione ordinaria e straordinaria per gli immobili, il decoro e il verde pubblico, introducendo la dotazione di strumenti e personale idonei per le riparazioni quotidiane. Infine, per la tutela igienico-sanitaria, si stabilisce l’adozione di procedure informatiche per il tracciamento delle operazioni cimiteriali e dello smaltimento dei rifiuti, la disinfestazione periodica dei padiglioni e l’istituzione di un tavolo tecnico di coordinamento intersettoriale, vincolando i dirigenti a presentare un cronoprogramma operativo entro trenta giorni e relazioni trimestrali periodiche.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Grandangolo Settimanale N.30/2026 · Edizione digitale
Ultima uscita
Vai all'edicola digitale
N.30/2026
Pagina 1 di 15
Hai già acquistato questo numero? Inserisci il codice di accesso:
banner italpress istituzionale banner italpress tv