Agrigento

Tatuaggi in estate: cura e protezione

I consigli del tatuatore Stefano Alongi per proteggere i tatuaggi in estate

Pubblicato 4 ore fa

L’estate porta con sé sole, mare e la voglia di mostrare la propria body art. Tuttavia, la bella stagione solleva spesso dubbi tra gli appassionati: quali sono i rischi sotto il sole e come comportarsi per non rovinare l’inchiostro? Per fare chiarezza, abbiamo intervistato il tatuatore Stefano Alongi di Favara.

L’errore principale secondo l’esperto risiede nella sottovalutazione dell’esposizione UV: “Su un tatuaggio appena fatto eviterei l’esposizione diretta fino alla completa guarigione, ovvero fino alla cicatrizzazione. Non basta semplicemente applicare la crema solare sopra un tatuaggio fresco, anche perché si fa spesso molta confusione tra la protezione solare e la crema da usare per la guarigione. Sui pezzi già guariti, invece, dice Alongi, le esposizioni frequenti e prolungate negli anni contribuiscono a far perdere brillantezza e contrasto al pigmento, conferendogli quel tipico aspetto verdastro. Il consiglio è di proteggerli sempre con una crema specifica per tatuaggi o con una generica ad alta protezione, almeno SPF 50, per preservare l’inchiostro nel tempo e proteggere la pelle.

Tatuarsi nei mesi caldi, comunque, rimane un’opzione fattibile a patto di organizzarsi bene: “Non considero l’estate una minaccia per il mio lavoro, si può fare tranquillamente ma con qualche attenzione in più”, spiega il tatuatore Alongi. “L’importante è contestualizzare: chi si affida a me per pezzi di grandi dimensioni è disposto ad aspettare, e questo mi permette di gestire al meglio l’agenda tramite consulenze preventive. Se il cliente pratica il mare o la piscina programmo la seduta in autunno, se invece non frequenta questi ambienti, realizziamo il tatuaggio anche in estate. Un fattore estivo da considerare è la sudorazione eccessiva, che con caldo e sfregamento può aumentare irritazione e fastidio sulla pelle fresca. Il vantaggio è che in estate si ha più tempo libero per organizzare le sedute.”

Infine, sul tanto dibattuto dilemma tra mare e piscina per un tatuaggio “fresco”, Alongi mette in guardia dai rischi dell’immersione: “Eviterei assolutamente entrambe. Nei primi giorni il tatuaggio va considerato a tutti gli effetti come una lesione superficiale della pelle. In piscina il cloro e altre sostanze possono creare irritazioni, oltre alla presenza inevitabile di microrganismi. Al mare, invece, pesano acqua salata, sabbia e sole. Più che stabilire quale delle due sia la minaccia peggiore, il vero problema è immergere il tatuaggio quando non è ancora del tutto guarito. A guarigione completata si può tornare in acqua normalmente, continuando però a fare molta attenzione alla protezione solare”, ha concluso l’esperto.

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