Agrigento

Non solo Zona A, la Procura accende i fari anche sugli abusi edilizi a Lampedusa

Nella maggiore delle Pelagie sono numerosi gli abusi presenti e l'ultima grande campagna di abbattimenti risale a 7 anni fa

Pubblicato 2 ore fa

Il procuratore della Repubblica Giovanni Di Leo lo aveva chiarito durante l’intervista concessa alla stampa: il tema del contrasto all’abusivismo edilizio non riguarda solo Agrigento né solo Maddalusa, per quanto la concomitanza dell’impossibilità di fornire il servizio idrico agli abitanti della Zona A abbia, inevitabilmente, reso più mediaticamente visibile questa parte della provincia.

L’attenzione delle istituzioni, infatti, è aperta a 360 gradi verso un fenomeno che, se guardiamo i dati che lo stesso ufficio ha diffuso, riguarda oltre 4500 tra edifici e singoli abusi su tutta la provincia, di cui 500 già colpiti da sentenze esecutive da tempo. Così ci sono molti altri centri nella “lista”, che dovranno spiegare perché in questi anni non si è provveduto ad abbattere gli abusi anche quando questi erano decine e decine ma ancor di più perché non si è riscosso dai cittadini che continuano a vivere dentro il “corpo del reato” quanto previsto dalla legge in termini di sanzioni.

Nell’elenco dei prossimi impegni di via Mazzini pare vi sia la situazione di Lampedusa: l’ufficio esecuzioni penali di Agrigento avrebbe aperto un file dedicato alla maggiore delle Pelagie, con un impegno specifico da parte dei carabinieri per andare a verificare cosa è avvenuto in questi anni e, soprattutto, quanti abusi rimangano da demolire.

Lampedusa è da sempre un territorio complesso sul fronte urbanistico: non ha storicamente mai avuto un Piano Regolatore Generale definitivo ed è rimasta a lungo retta dal vecchio Piano di Fabbricazione del 1974. Un iter per l’adozione di un PRG e della VAS è stato avviato a marzo 2021 dall’amministrazione comunale, ma lo strumento non risulta a tutt’oggi un piano compiuto e definitivamente vigente, rimanendo l’urbanistica legata a regimi straordinari o risalenti nel tempo. Nel frattempo però l’edificazione non si è mai fermata, soprattutto perché l’isola è negli anni cresciuta sempre di più come meta turistica e le ruspe hanno rombato l’ultima volta – quantomeno, in modo plateale – nel lontano 2019.

Chiaramente, esattamente come Maddalusa, ci sarà da chiedersi (se vi sono case non sanate e/o non sanabili) come abbiano ricevuto i servizi essenziali. Ma questa, è un’altra storia.

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