La fotografa licatese Bontà tra i finalisti alla Biennale MarteLive con il progetto “Quello che resta”
Al centro del progetto fotografico c'è la memoria di una famiglia, con i suoi gesti quotidiani, i suoi silenzi e le sue fragilità
C’è la memoria di una famiglia, con i suoi gesti quotidiani, i suoi silenzi e le sue fragilità, al centro del progetto fotografico con cui Teresa Letizia Bontà, fotografa di origini licatesi, è tra i finalisti della Biennale MarteLive, in programma a Roma nella sezione dedicata alla fotografia.
Il progetto, dal titolo “Quello che resta”, nasce da una ricerca personale e intimista che affonda lo sguardo nella dimensione familiare per interrogarsi sul rapporto tra tempo, memoria e identità. Attraverso una serie di immagini in bianco e nero, la fotografa racconta gesti semplici, relazioni, luoghi domestici e momenti condivisi, restituendo la dimensione intima di un tempo passato. Dentro la quotidianità convivono anche le fragilità e i dolori che attraversano ogni esistenza. La famiglia diventa così uno spazio in cui si incontrano affetti, silenzi, trasformazioni e ferite.
“La fotografia diventa un luogo di permanenza: conserva ciò che la vita inevitabilmente trasforma e ciò che il tempo rischia di cancellare”, dichiara la fotografa Bontà. “In questo progetto gesti, relazioni, ambienti domestici e momenti condivisi diventano tessere di un mosaico della memoria. Le fotografie restituiscono l’atmosfera di un tempo passato, evocando presenze e assenze, affetti e cambiamenti. È una narrazione che non cerca soltanto di conservare un ricordo, ma di interrogarsi su ciò che rimane quando il tempo trasforma persone, luoghi e relazioni”, ha concluso.
Per la seconda volta Teresa Letizia Bontà viene selezionata tra i finalisti della Biennale MarteLive, un importante riconoscimento per il percorso artistico della fotografa, che con il suo progetto porta nella prestigiosa manifestazione romana uno sguardo personale sulle dinamiche familiari e sul rapporto con il passato.




