Agrigento

Agrigento, definitiva altra condanna per calunnia: Giuseppe Arnone deve scontare 3 anni e 5 mesi di carcere

I giudici della sesta sezione penale della Corte di Cassazione hanno rigettato, dichiarandolo inammissibile, il ricorso presentato dall’avv. Giuseppe Arnone avverso la sentenza di condanna a due anni ed un mese di reclusione decisa il 19 settembre del 2017 dalla Corte d’appello di Caltanissetta. Diventa definitiva, dunque, la condanna che dovrà essere espiata così come […]

Pubblicato 8 anni fa

I giudici della sesta sezione penale della Corte di Cassazione hanno rigettato, dichiarandolo inammissibile, il ricorso presentato dall’avv. Giuseppe Arnone avverso la sentenza di condanna a due anni ed un mese di reclusione decisa il 19 settembre del 2017 dalla Corte d’appello di Caltanissetta.

Diventa definitiva, dunque, la condanna che dovrà essere espiata così come immediatamente esecutiva è la condanna a versare a titolo di risarcimento della somma di trenta mila euro. Arnone è stato condannato anche a versare 2000 euro alla Cassa delle ammende e 3500 euro di spese in favore della parte civile.

Giuseppe Arnone è stato ritenuto colpevole in via definita del reato di calunnia e diffamazione ai danni del magistrato, quando era in servizio ad Agrigento,  Sara Marino.

In primo grado la condanna era stata pari a due anni e quattro mesi di reclusione e 40 mila euro di risarcimento danni Il giudice Marino si era costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocato Emanuele Li Muti.

Adesso, diventa complicata l’intera situazione riguardante l’ex consigliere comunale, ed ex ambientalista agrigentino. Infatti, attualmente sta scontando, con affidamento ai servizi sociali e divieto tassativo di manifestare pubblicamente pensiero ed opinioni, una pena pari ad un anno e quattro mesi di reclusione come sancito dalla Suprema Corte nel gennaio 2017, per aver calunniato gli esponenti del Pd Epifanio Bellini, Domenico Pistone e Angela Galvano.

Dunque, il conto totale della pena da espiare è di 3 anni e 5 mesi e non è detto che, visto il reiterarsi delle condanne soprattutto quelle per calunnia, il Tribunale di Sorveglianza di Caltanissetta disponga un’ulteriore affidamento ai servizi sociali.

Occorre aggiungere che a fronte delle reiterate condanne definitive due delle quali per calunnia (che è un reato che si compie contro l’amministrazione della giustizia) anche il Consiglio di disciplina dell’Ordine degli avvocati sarà costretto ad intervenire e ad adottare i provvedimenti previsti dalla legge.

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