Agrigento, violenza sessuale: assolti madre e convivente. Parla la ragazza: “Io amareggiata, ma andrò avanti”
“Sono amareggiata, senza parole! Ho combattuto contro tutto e tutti per affermare la mia dignità! Ma andrò avanti affiché prevalga la verità!”. Queste le parlle di M.M. a circa 12 ore di distanza del verdetto di assoluzione del reato di violenza sessuale pronunciato dal Tribunale di Agrigento nei confronti della madre della ragazza e del […]
“Sono amareggiata, senza parole! Ho combattuto contro tutto e tutti per affermare la mia dignità! Ma andrò avanti affiché prevalga la verità!”.
Queste le parlle di M.M. a circa 12 ore di distanza del verdetto di assoluzione del reato di violenza sessuale pronunciato dal Tribunale di Agrigento nei confronti della madre della ragazza e del convivente della stessa accusati di violenza sessuale della minore.
“La denuncia della ragazza è avvenuta attraverso un percorso doloroso di presa di coscienza e di liberazione – afferma l’avv. Monica Malogoglio, legale della ragazze – tuttavia rispettiamo l’esito del processo e attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza avverso cui proporremo appello aiutando la ragazza a combattere la ‘buona battaglia’ di tutte le donne che denunciano abusi”.
A queste riflessioni si aggiungono quelle della dott.ssa Antonella Gallo Carrabba, coordinatrice del Centro Antiviolenza “Telefono Aiuto” di Agrigento, che evidenzia che quando si decide “…con grande sofferenza, di denunciare, di andare oltre… e soprattutto di superare la paura di non essere credute, le vittime vanno sostenute. Forte è la paura di non essere credute, spesso dicono ‘Io come faccio a dimostrare che effettivamente ho subito violenza?’. La colpevolizzazione a volte può essere pesante. Specie quando si tratta di violenza sessuale, perché questo, ricordiamo, è un delitto per il quale è molto difficile che ci siano testimoni e avviene sempre in un contesto di solitudine, dove c’è la vittima e l’aggressore. Incide tanto la vergogna. E spesso c’è anche la paura di eventuali ritorsioni, sia da parte dell’autore del reato del contesto sociale. Se poi tutto ciò avviene in ambito familiare, immaginiamo la sofferenza della vittima. C’è tanto fatica dietro alla decisione di denunciare… di porre fine alla violenza. Il Centro antiviolenza e Antistalking Telefono Aiuto – dice la dott.ssa Gallo Carrabba – ormai da 14 anni supporta le vittime di violenza. La vittima va sempre incoraggata a parlare rimandandole la trasversalità della violenza di genere e restituendo la responsabilità degli agiti violenti dell’autore”.

