Cantiere davanti al San Giovanni di Dio, ambulanza in sirena bloccata nel traffico (VIDEO)
Da settimane i lavori per la nuova rete idrica strozzano l’unico accesso all’ospedale di Agrigento. Oggi l’ennesimo mezzo di soccorso fermo in coda, con le sirene accese e il paziente a bordo.
C’è un tratto di strada, ad Agrigento, dove la distanza tra la vita e la morte si misura in metri. Sono quelli che separano la coda di auto davanti al San Giovanni di Dio dall’ingresso del Pronto Soccorso, l’unico. Oggi un’ambulanza in emergenza, sirene spiegate e lampeggianti accesi, è rimasta lì in mezzo, imbottigliata nel traffico, a un passo dall’ingresso. Non è la prima volta. Chi frequenta quella strada, operatori sanitari, pazienti, familiari, lo racconta da settimane: è già successo, e più di una volta.
Il motivo è sotto gli occhi di tutti. Davanti all’unico ingresso dell’ospedale è aperto il cantiere per il rifacimento della rete idrica, con carreggiata ristretta, mezzi di lavoro e transenne. Un cantiere che, a giudicare da ciò che si vede ogni giorno, avanza a rilento. E intanto l’accesso al principale presidio ospedaliero della provincia si trasforma in un imbuto, dove auto private, tir, mezzi di servizio e ambulanze si contendono gli stessi pochi metri d’asfalto.
Il cantiere per l’ormai nota rete idrica cittadina, costato 30 milioni di euro, più qualche inchiesta, è stato inaugurato dal Presidente della Regione Renato Schifani l’11 aprile 2025. In quell’occasione Schifani parlò di lavori da completare entro un anno, un anno e mezzo. Oggi, diciannove mesi dopo, quella scadenza è alle spalle e la città è ancora disseminata di scavi.
Ma la domanda che pone la scena di oggi è un’altra, più semplice e più grave. Si può lasciare che l’unico ingresso di un ospedale resti ostaggio di un cantiere per settimane, senza un corridoio libero e garantito per i mezzi di soccorso? Senza un presidio fisso della polizia municipale nelle ore di punta, senza un senso unico alternato gestito da movieri, senza una corsia riservata alle ambulanze? Sono misure ordinarie, previste in qualsiasi cantiere che tocchi un’arteria sensibile, soprattutto se l’Ospedale è collocato all’interno della zona industriale.
Si sa che in emergenza il tempo non è un dettaglio. Per un infarto, un ictus, un trauma grave, i minuti persi in coda possono fare la differenza tra un paziente che si salva e uno che non ce la fa. Un’ambulanza che arriva a cinquanta metri dal pronto soccorso e lì si ferma, con la sirena che urla inutilmente, è l’immagine più esatta di come un’opera pubblica pensata per migliorare la vita dei cittadini possa, se gestita male, metterla a rischio. Prima che la prossima ambulanza ferma davanti all’ospedale diventi una notizia di cronaca di tutt’altro genere servirebbero risposte quantomeno utili ai tempi di consegna di quel tratto di strada che è diventato un incubo.

