Crisi idrica, Cartello sociale: “Cittadini non possono pagare conflitti istituzionali”
"Non è più tollerabile assistere a un rimpallo di responsabilità mentre la popolazione vive una condizione di emergenza permanente"
Il Cartello Sociale della provincia di Agrigento esprime forte preoccupazione e crescente indignazione per l’aggravarsi della crisi idrica che continua a colpire il territorio agrigentino, nonostante un inverno caratterizzato da precipitazioni abbondanti come non si registravano da anni.
È paradossale e incomprensibile che, con invasi pieni e una disponibilità d’acqua teoricamente superiore rispetto agli ultimi anni, famiglie, attività commerciali, strutture turistiche e intere comunità continuino a vivere con turnazioni estenuanti, rubinetti a secco e autobotti prenotate con settimane di attesa.
Lo scontro istituzionale e tecnico tra AICA e Siciliacque, culminato nelle diffide e nelle contrapposizioni formali di queste ore, certifica purtroppo ciò che il Cartello Sociale denuncia da tempo: il sistema idrico provinciale continua a scontare gravi limiti organizzativi e infrastrutturali che ricadono interamente sui cittadini. Non è più tollerabile assistere a un rimpallo di responsabilità mentre la popolazione vive una condizione di emergenza permanente. L’acqua è un diritto essenziale e non può diventare terreno di conflitto burocratico o politico.
Il Cartello Sociale ritiene gravissimo che si arrivi alla stagione estiva senza una strategia chiara, condivisa e trasparente capace di garantire continuità del servizio, soprattutto in una provincia che vive anche di turismo, attività produttive e servizi essenziali.
La crisi idrica non è soltanto una questione tecnica. È una questione sociale, sanitaria, economica e di dignità civile. Le difficoltà colpiscono in particolare le fasce più fragili della popolazione e le imprese che ogni giorno cercano di continuare a lavorare tra enormi disagi e costi aggiuntivi.
Il Cartello Sociale prende atto della convocazione, da parte dell’assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità Francesco Colianni, dell’incontro previsto per giovedì 4 giugno tra AICA e Siciliacque, con l’obiettivo di raggiungere un accordo sugli incrementi di fornitura idrica per la stagione estiva nell’Agrigentino.
L’auspicio è che il confronto promosso dalla Regione possa finalmente servire a chiarire responsabilità, criticità e reali disponibilità idriche, superando contrapposizioni e tensioni che stanno alimentando ulteriore sfiducia e disagio tra i cittadini. Serve un’assunzione di responsabilità chiara da parte di tutti i soggetti coinvolti a partire dai sindaci che prendono l’acqua e non la pagano e, soprattutto, occorrono decisioni immediate e operative. Occorre ristabilire un principio fondamentale: i cittadini non possono essere lasciati soli né trasformati nelle vittime permanenti di inefficienze, ritardi e contenziosi. In una terra che quest’anno ha visto tornare la pioggia in maniera significativa, restare senz’acqua rappresenta un fallimento che interpella tutte le istituzioni e impone risposte immediate, serie e credibili.

