Crisi idrica, il Cartello Sociale: “Legalità, dignità e responsabilità condivise”
Apprezzamento per il procuratore Di Leo e per il contributo della comunità ecclesiale di Canicattì
Il Cartello Sociale della provincia di Agrigento interviene nuovamente sulla grave emergenza idrica che continua a colpire il territorio provinciale, esprimendo piena condivisione sia per il richiamo alla legalità e alla tutela della salute pubblica espresso dal procuratore della Repubblica di Agrigento, Giovanni Di Leo, sia per il contributo di riflessione e responsabilità sociale offerto dalla comunità ecclesiale di Canicattì. “Le parole del procuratore Di Leo – si legge nella nota – rappresentano un richiamo importante al rispetto delle regole, alla tutela della salute pubblica e alla necessità di contrastare fenomeni di abusivismo e approvvigionamento incontrollato dell’acqua che rischiano di mettere in pericolo l’intera collettività”. Allo stesso tempo, il Cartello Sociale ritiene particolarmente significativo anche il contributo della comunità ecclesiale di Canicattì, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di coniugare legalità, solidarietà e tutela delle fasce più fragili della popolazione. “Condividiamo pienamente – prosegue il documento – l’idea che la legalità debba sempre accompagnarsi alla tutela della dignità umana. In una fase così delicata, occorre evitare che famiglie, anziani, persone fragili e cittadini in difficoltà restino privi di un bene essenziale come l’acqua”. Per questo il Cartello Sociale ribadisce la necessità che, “sotto la vigilanza di AICA e dei sindaci, vengano individuati strumenti straordinari e temporanei capaci di garantire l’approvvigionamento idrico nelle situazioni di reale necessità, prevedendo percorsi di regolarizzazione entro tempi certi e nel pieno rispetto delle norme”.
Il Cartello Sociale sottolinea tuttavia che il tema della legalità non può essere affrontato in maniera unilaterale. “La crisi che vivono cittadini e imprese – continua la nota – non dipende esclusivamente dalla siccità, ma anche da una rete idrica ormai gravemente compromessa, caratterizzata da dispersioni enormi, continue rotture e turnazioni insostenibili. Per questo la legalità deve essere bilaterale: accanto ai doveri dei cittadini devono esserci anche i doveri del gestore pubblico e delle istituzioni”. Secondo il Cartello Sociale, “non è più tollerabile assistere a enormi sprechi d’acqua lungo le strade mentre abitazioni e attività economiche restano senz’acqua per giorni. La prima forma di danno pubblico è proprio la dispersione di un bene vitale causata dall’inefficienza strutturale”. Nel documento si chiede quindi: un piano straordinario di manutenzione e riparazione delle perdite con cronoprogrammi pubblici e verificabili; maggiore trasparenza sui disservizi e sugli interventi programmati; un patto di corresponsabilità tra cittadini, AICA e istituzioni fondato su diritti e doveri reciproci. Il Cartello Sociale richiama inoltre l’attenzione su un’ulteriore criticità presente in alcune aree della provincia. “In territori ancora privi di rete fognaria pubblica – evidenzia la nota – continuano a essere richiesti contratti o tariffe riferiti a servizi inesistenti. Una situazione che le comunità locali percepiscono come profondamente ingiusta e che merita un immediato approfondimento istituzionale”. “Le comunità agrigentine – conclude il Cartello Sociale – chiedono legalità, ma anche efficienza, giustizia e rispetto della dignità delle persone. Solo attraverso responsabilità condivise, investimenti concreti e collaborazione istituzionale sarà possibile affrontare un’emergenza che non può più essere gestita esclusivamente in termini emergenziali”.

