L’Orchestra Sinfonica Siciliana propone “Wagner e Bellini” al Pirandello di Agrigento e a Palermo
Il primo appuntamento è venerdì 25 settembre alle ore 21 ad Agrigento.
Da Agrigento a Palermo, un viaggio musicale nel cuore dell’Ottocento europeo. Venerdì 25 settembre al Teatro “Luigi Pirandello” di Agrigento e sabato 26 settembre al Politeama Garibaldi di Palermo, l’Orchestra Sinfonica Siciliana propone “Wagner e Bellini”, un concerto che mette a confronto due universi musicali diversi e, al tempo stesso, sorprendentemente vicini.
Il primo appuntamento è venerdì 25 settembre alle ore 21 ad Agrigento. Sabato 26 settembre, sempre alle ore 21, il concerto sarà proposto al Politeama Garibaldi di Palermo, entrambi spettacoli sono all’interno del Bellini International Context, manifestazione promossa dalla Regione Siciliana – Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo.
L’ingresso al concerto di Agrigento e Palermo è gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.
Sul podio dell’Orchestra Sinfonica Siciliana sarà il direttore finlandese Ville Einar Matvejeff, con quattro protagonisti del canto: Marija Jelić, soprano; José Maria Lo Monaco, mezzosoprano; Guo Zi Zhao, tenore; Alessandro Abis, basso.
Il programma nasce da un legame tutt’altro che scontato: quello tra Richard Wagner e Vincenzo Bellini. Wagner, pur prendendo le distanze da molti aspetti della tradizione melodrammatica italiana, riconobbe a Bellini qualità musicali e drammatiche di straordinaria forza, arrivando a considerare Norma vicina alla tragedia greca per la costruzione dell’intreccio e per l’ampio respiro delle sue melodie.
È dunque attraverso questo rapporto che il concerto costruisce il proprio percorso.
Si parte da Wagner con Parsifal, il grande dramma musicale completato proprio a Palermo: saranno eseguiti il Preludio del primo atto, il Preludio del terzo atto e la Musica della trasformazione scenica. Il Preludio introduce il nucleo spirituale dell’opera attraverso i suoi principali Leitmotiv, mentre la Verwandlungsmusik accompagna il passaggio scenico trasformandolo in un vero momento sinfonico.
Dal Lohengrin arriva invece il Sogno di Elsa, «Einsam in trüben Tagen», una delle pagine più liriche e suggestive del repertorio wagneriano.
Particolarmente significativo il passaggio a Das Liebesverbot oder Die Novize von Palermo, l’opera giovanile ispirata a Shakespeare e ambientata in Sicilia, rappresentata nel 1836. La sua brillante Ouverture rivela l’influenza del melodramma italiano e del grand-opéra, mostrando un Wagner ancora alla ricerca della propria identità musicale.
A chiudere la sezione dedicata al compositore tedesco sarà «Norma il predisse, o Druidi», aria in fa maggiore scritta da Wagner nel 1837 in relazione alla Norma di Bellini e pensata per il basso Luigi Lablache. Una testimonianza concreta dell’interesse wagneriano per il compositore catanese.
Poi il concerto cambia prospettiva e porta al centro la musica di Vincenzo Bellini.
Da Beatrice di Tenda sarà eseguito il Finale del secondo atto «Angiol di pace, all’anima», prima della celebre Sinfonia da Norma.
La parte conclusiva sarà dedicata proprio a Norma, con una sequenza di pagine che attraversa alcuni dei momenti più intensi dell’opera: la Cavatina di Pollione «Meco all’altar di Venere», l’Introduzione del secondo atto «Dormono entrambi», il celebre duetto tra Norma e Adalgisa «Deh! con te, con te, li prendi… – Mira, o Norma, a’ tuoi ginocchi» e il grande Finale II «Qual cor tradisti, qual cor perdesti».
Un programma che mette così in evidenza due differenti concezioni del teatro musicale: la ricerca wagneriana di una dimensione sinfonica e simbolica sempre più ampia e la straordinaria capacità belliniana di affidare al canto e alla melodia la rappresentazione delle passioni umane.
Il doppio appuntamento siciliano diventa quindi anche un’occasione per rileggere un rapporto musicale e culturale di particolare interesse: quello tra il compositore che avrebbe trasformato profondamente il teatro musicale europeo e l’autore di Norma, modello di bellezza melodica e intensità drammatica ammirato dallo stesso Wagner.




