Appalti e mazzette, la nomina “pilotata” all’ufficio tecnico di Ravanusa e le pressioni politiche di “alto livello”
Gli investigatori mettono nero su bianco le (presunte) manovre del “sistema” per piazzare un ingegnere all’ufficio tecnico di Ravanusa grazie a “sponsor” politici di alto livello
Un ingegnere, un architetto e un imprenditore. No, non è l’incipit di una barzelletta ma sono i protagonisti di un intero capitolo contenuto nel maxi rapporto della Squadra mobile di Agrigento nell’ormai nota inchiesta “appalti e mazzette”, l’attività di indagine che ipotizza l’esistenza di un “sistema” in grado di pilotare gare pubbliche, nomine e incidere anche nelle attività delle amministrazioni comunali dell’Agrigentino (e non soltanto). Tra le oltre mille pagine dell’informativa vi è anche un corposo passaggio dedicato alla (presunta) nomina “pilotata” di un professionista all’ufficio tecnico del Comune di Ravanusa. Una circostanza che formalmente non entra nel novero delle già pesanti contestazioni mosse a carico di 24 persone nei confronti delle quali – nelle scorse settimane – sono state chiuse le indagini ma che – anche alla luce dei numerosi “omissis” presenti – potrebbe avere ulteriori e importanti risvolti investigativi anche fuori i confini agrigentini.
Ma facciamo un passo indietro. Gli investigatori monitorano ormai da tempo gli “obiettivi” e tra questi vi sono indubbiamente Sebastiano Alesci, architetto in quel momento a capo dell’ufficio tecnico di Ravanusa, e Giuseppe Capizzi, sindaco di Maletto e imprenditore che con il suo Consorzio si è aggiudicato anche l’appalto per il rifacimento della rete idrica di Agrigento. L’incarico di Alesci scadrà l’1 gennaio 2025 e gli investigatori cominciano a notare una certa “fibrillazione” del Capizzi sulla figura che prenderà il posto del “fidato” architetto: “Minchia che mala notizia che mi hai detto” trovando però conforto in Alesci che risponde: “Bisogna trovare la soluzione, ora te lo dico io qual è la soluzione, a tutto c’è una soluzione”. Per gli investigatori, che annotano tutto, la preoccupazione dell’imprenditore è garantire continuità nell’operato all’ufficio tecnico anche alla luce di importanti bandi. Il riferimento – scrivono i poliziotti – è all’appalto di 24 milioni di euro per la ricostruzione del centro cittadino dopo l’esplosione dell’11 dicembre 2021 che ha provocato 10 morti. L’asso nella manica di Alesci si chiama Santi Moschetti (non indagato ndr) , ingegnere che lo stesso aveva conosciuto già a partire dagli anni novanta: “Ci vuoi venire in un Comune più serio? Hanno bisogno di un pò di aiuto”. Alesci, dopo un incontro con Capizzi, commentava con Vittorio Giarratana l’operazione: “Te l’avevo detto che all’ultimo lui era convinto..all’ultimo calata dal cielo è venuta..”. Di interesse investigativo è altresì una successiva conversazione tra Alesci e l’onorevole Roberto Di Mauro che i poliziotti intercettano e che delineano la figura di Giuseppe Capizzi: “Questo Peppe è pedinato..ventiquattro ore su ventiquattro.. di lui sanno quante volte va a pisciare e lui non se ne accorge..”. Lo stesso Alesci riferiva che Capizzi fosse vicino a Fratelli d’Italia e che non nascondesse amicizie con politici anche di alto livello e che la discrezione non fosse il suo punto forte: “Ma quale discrezione, questi proprio non gliene fotte niente di niente.. quest’anno in estate alle Eolie un casino ha combinato, ha noleggiato una barca”.
Un importante spunto investigativo viene captato subito dopo quando Di Mauro faceva intendere ad Alesci che Capizzi faceva sfoggio di amicizie politiche di alto profilo: “Come non lo sa, che si vedono a Roma.. compari, abbracciati, baciate, cose che..”. Alesci confermava e svelava anche l’identità del politico amico di Capizzi: “Si là a Malta gli pare che lo so solo io? Lo sa tutto il mondo..” Il riferimento è a Gaetano Galvagno, presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana (non indagato ndr). E Di Mauro chiede: “Ma ci vanno con il catamarano che non è registrato..” e Alesci: “Con l’aereo..”, e l’onorevole: “Ah con l’aereo..poi coglione che minchia ci va con l’aereo.. ” Il nome di Galvagno ed il suo rapporto con l’imprenditore Capizzi, sostengono nell’informativa i poliziotti della Squadra mobile, è importante per capire quanto avverrà da lì a poco con la nomina dell’ingegnere Moschetti all’Ufficio tecnico di Ravanusa. Alesci, parlando sempre con Di Mauro, dice: “La Savarino (assessore regionale di Fratelli d’Italia ndr) ha avuto ordini di chiamarsi il sindaco e di sostituire l’ingegnere.. Gli ho dato il nominativo ma..questo tanto.. è una minchiata questa qua.. oggi hanno concluso.. ufficiale lunedì a quello lo cambiano, hanno fatto il colloquio .. l’amico mio ingegnere ci è andato..” Il 24 marzo 2025 l’ingegnere viene ufficialmente nominato al Comune di Ravanusa e, in quella stessa giornata, gli investigatori registrano un incontro tra il professionista, Alesci e lo stesso Capizzi. La domanda che si pongono inquirenti e investigatori è la seguente: che interesse hanno un ormai ex dirigente comunale e un imprenditore che in quel momento non ha alcun rapporto con il Comune di Ravanusa a portare avanti l’iniziativa di far nominare un ingegnere “amico” all’Ufficio tecnico? Ed è lo stesso quesito che il procuratore Giovanni Di Leo pone allo stesso Moschetti durante l’interrogatorio dell’8 settembre 2025. Il professionista, non indagato ma sentito come persona informata sui fatti, risponde sul punto: “Si questa cosa un pò mi ha messo un pò in crisi effettivamente mi ha un pò messo in crisi.. perchè mi sono trovato un pò…”
A chiudere il cerchio sono poi le dichiarazioni dell’assessore regionale Giusi Savarino, anche lei interrogata come persona informata sui fatti: “Il Sindaco venne da me quando si liberò del rapporto con Alesci [..] poi in Ars il presidente Galvagno mi disse so che il sindaco di Ravanusa è senza ufficio tecnico, tu che rapporti hai? Io gli dico buoni, dice c’è un tecnico molto bravo che vorrebbe andarci, glielo puoi segnalare? Dico guarda io glielo faccio presente però non so poi sarà lui a decidere.” Quando il procuratore le chiede come facesse il presidente Galvagno a sapere che il sindaco di Ravanusa avesse problemi lei risponde: “No, sapeva. Non ha detto che aveva problemi. So che non ha più l’ufficio tecnico. Mi ha chiesto questo tecnico, che è uno molto bravo, e tu hai rapporti, se sei nelle condizioni di poterlo segnalare. Ho detto guarda, io sono nelle condizioni di potergli parlare, però nei limiti del possibile glielo faccio vedere se gli piace se lo prende..”. Alla luce di quanto sopra, dunque, l’ipotesi investigativa è chiara: Alesci e Capizzi si sarebbero attivati per sostituire il primo all’ufficio tecnico nominando un uomo di fiducia, di fatto all’oscuro di tutto, facendo leva su politici di “alto livello” (Galvagno ndr) che potessero esercitare pressioni al fine di concretizzare l’incarico del professionista. Un ultimo appunto degno di nota. Capizzi e Galvagno, che secondo Alesci e Di Mauro intrattenevano stretti rapporti e viaggiavano insieme, in realtà a Malta sono andati per davvero e anche diverse volte. La Squadra mobile di Agrigento annota che i due si sono recati sull’isola nelle stesse date o periodi e, in un’occasione, sono addirittura rientrati in Italia sullo stesso volo. Una coincidenza che, annotano gli investigatori, supporta la possibilità di incontri avvenuti a Malta.




