Morte Vincenzo Rigoli, consulente della difesa: “Possibilità di salvezza del ragazzo al 25%”
Si è celebrata questa mattina – davanti il giudice monocratico Alessandra Tedde – una nuova udienza del processo a carico di due medici dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, Salvatore Napolitano e Sergio Sutera Sardo, imputati per il reato di omicidio colposo. Il processo scaturisce in seguito alla morte di Vincenzo Rigoli, il giovane […]
Si è celebrata questa mattina – davanti il giudice monocratico Alessandra Tedde – una nuova udienza del processo a carico di due medici dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, Salvatore Napolitano e Sergio Sutera Sardo, imputati per il reato di omicidio colposo.
Il processo scaturisce in seguito alla morte di Vincenzo Rigoli, il giovane agrigentino deceduto in seguito ad un incidente verificatosi nella notte tra il 16 ed il 17 dicembre 2012, lungo la ss 640.
Sul banco dei testimoni – preso atto dell’assenza giustificata del medico legale Prof.Scalici – il dott. Claudio Tuttolomondo, il radiologo che quella notte era di turno, ed il dott. Giuseppe Di Miceli, direttore del reparto di chirurgia toracica del “Civico” di Palermo, nominato consulente da uno degli imputati. Il primo ha raccontato i primi esami effettuati sul ragazzo, giunto in ospedale in condizioni gravi intorno la mezzanotte: “Il primo esame effettuato è stato fare l’ecografia addominale e successivamente delle radiografie. C’erano numerosi traumi e un discreto versamento ematico. Il ragazzo fu portato subito in sala operatoria”. Il chirurgo, invece, ha raccontato in maniera tecnica, secondo gli atti da lui visionati, le procedure in sala operatoria e come si presentava il paziente: “Si trattava di un pluritrauma con interesse cranico, toracico e addominale. Il vero problema è stata la grande perdita di sangue che ha subito il ragazzo. La situazione era disperata, è stato effettuato un drenaggio toracico che serve a vedere non soltanto se c’è sangue ma anche aria. Al ragazzo è stato effettuato un massaggio dopo un primo shock irreversibile. Con un trauma del genere le possibilità di salvezza sono del 25-30%.”.
La famiglia del giovane – che assiste con grande dignità ad ogni udienza – è assistita dall’avv. Calogero Vella. La pubblica accusa è rappresentata dal sostituto procuratore della Repubblica, Emanuela Saieva. Si torna in aula il 5 marzo.




