Agrigento

SAIS e TUA sotto accusa: USB denuncia un “attacco alla democrazia sindacale”

Secondo quanto ricostruito dal sindacato, l'azienda starebbe operando una "selezione arbitraria degli interlocutori"

Pubblicato 57 minuti fa

Esplode la tensione nelle relazioni industriali tra il gruppo SAIS Trasporti e l’Unione Sindacale di Base (USB). In un comunicato stampa dai toni duri, l’organizzazione sindacale ha denunciato una sistematica esclusione dai tavoli di trattativa presso la società T.U.A. S.r.l., definendo la situazione un vero e proprio atto di condotta antisindacale.

Secondo quanto dichiarato da USB, l’azienda starebbe operando una selezione arbitraria degli interlocutori, convocando regolarmente alcune sigle sindacali per discutere di contratti e organizzazione del servizio, lasciando però USB “chiusa fuori dalla porta”. L’accusa è chiara: la libertà sindacale in TUA sembrerebbe valere solo per chi è gradito alla proprietà.

Mancanza di trasparenza: A USB verrebbero negate informazioni essenziali sull’organizzazione del lavoro e sui passaggi contrattuali, dati che invece circolerebbero liberamente tra le altre sigle. Secondo il sindacato non si tratterebbe di un episodio isolato, ma di un “metodo” già sperimentato all’interno del gruppo SAIS per neutralizzare le voci meno allineate.

L’esclusione di USB viene letta come una volontà di trasformare il confronto sindacale in un “club privato” o in un “feudo”, ignorando la volontà dei lavoratori che hanno scelto di essere rappresentati da questa sigla. L’azienda giustificherebbe l’esclusione basandosi sulla mancata firma del CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) da parte di USB. Tuttavia, il sindacato respinge fermamente questa posizione, citando una recente sentenza della Corte Costituzionale che garantisce il diritto di partecipazione ai tavoli per i sindacati maggiormente rappresentativi, indipendentemente dalla firma del contratto nazionale.

“La rappresentanza la decidono i lavoratori, non il gradimento aziendale,” si legge nella nota. “La libertà sindacale non è una concessione aziendale: è un diritto costituzionale!”.

USB ha annunciato che non intende accettare passivamente quella che definisce una “riduzione della rappresentanza a un fatto decorativo” e annuncia azioni di protesta e di difesa nelle sedi giudiziarie.

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