Servizio idrico e rapporti con Siciliacque, l’Ati: “Esclusi dal confronto con Schifani”
Amarezza da parte dei sindaci della provincia di Agrigento a margine dell'incontro a Palermo tra Schifani e i vertici Aica
I sindaci della provincia di Agrigento, componenti dell’Assemblea dei Sindaci di Aica, esprimono “profonda amarezza” per quanto accaduto a Palazzo d’Orléans durante l’incontro tra il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e i vertici di Aica società che gestisce il servizio idrico integrato nell’Agrigentino.
Secondo quanto riferito dai primi cittadini, “i presidenti di Aica e Ati – massimi rappresentanti del servizio idrico nel territorio – sarebbero stati inizialmente accolti e fatti accomodare al tavolo dei lavori, salvo poi essere invitati da un dirigente regionale, su precisa indicazione del governatore, ad abbandonare la riunione. Una decisione che gli amministratori giudicano “inspiegabile” e “tanto più grave perché avvenuta proprio nel momento in cui la loro presenza sarebbe stata più opportuna, necessaria e doverosa”.
Da mesi, Aica, Ati e i sindaci agrigentini chiedono un incontro diretto con il presidente della Regione per affrontare la delicata gestione del servizio idrico, con particolare riferimento ai rapporti con Siciliacque Spa, società partecipata dalla Regione, indicata come “il nodo centrale della questione” e al tema dell’acqua pubblica come bene comune.
All’incontro in Presidenza hanno preso parte esponenti della Protezione civile e della Regione, ma non i rappresentanti di Aica e Ati, che ricordano di essere i soggetti chiamati ogni giorno “a governare il servizio idrico e a rispondere alle esigenze delle comunità locali”. “La loro esclusione, sottolineano i sindaci, non sarebbe solo “uno sgradevole gesto formale”, ma “un chiaro segnale politico e istituzionale che rischia di minare il rapporto di fiducia con la Regione”.
I sindaci agrigentini ribadiscono quindi la necessità di un confronto diretto e costruttivo con Schifani: “Serve un dialogo leale per affrontare una delle emergenze più gravi del nostro territorio. Solo così si potrà dare risposte concrete e nell’esclusivo interesse della comunità provinciale”.