Agrigento

Siciliacque apre i “rubinetti”: ok all’aumento della fornitura ma solo per giugno

Necessario ed urgente a questo punto l'intervento della Regione Sicilia

Pubblicato 4 ore fa

E’ sostanzialmente una tregua. Una piccola, piccolissima “crepa” nel muro contro muro che continua ormai da mesi e che la Regione Siciliana finora non ha saputo/potuto/voluto gestire.

Nonostante non vi sarà alcun adeguamento rispetto ai pagamenti del corrente e soprattutto del debito precedente, Siciliacque ha comunicato oggi ad Aica la volontà di garantire per il solo mese di giugno un aumento della fornitura richiesta. Come si ricorderà, la consortile idrica da temp ritiene di pagare al sovrambito solo 800mila euro mensili, nonostante il consumo sia superiore.

Una soluzione che non è stata concordata con chi fornisce l’acqua e che, soprattutto, non farà che aumentare il debito nel lungo e medio termine, come Siciliacque ha avuto modo di far presente annunciando pochi giorni fa la decisione di non concedere più di quanto verrà effettivamente pagato.

Era intervenuta la Regione con l’assessore Colianni che, tuttavia, non aveva fatto altro che invitare tutti alla ragionevolezza, senza mettere sul tavolo uno straccio di soluzione per un’empasse facile da aspettarsi.

Proprio Siciliacque, nel rispondere alla richiesta di Aica, chiarisce che “in tale quadro, pur apprezzando lo spirito di ricercare un parziale avvicinamento nelle rispettive istanze, la proposta avanzata comporterebbe un’ulteriore carico finanziario in capo a Siciliacque, la quale verrebbe chiamata a continuare a sostenere il debito pregresso (sul quale ad oggi non è stato raggiunto alcun accordo) e, al contempo, a farsi carico della dilazione oggi richiesta per la fornitura aggiuntiva, con effetti ulteriormente aggravanti su una situazione già critica e non più sostenibile”.

L’apertura per il mese di giugno è quindi ritenuta il “massimo sforzo sostenibile data la dimensione rispetto alla richiesta complessiva, senza che ciò possa costituire alcuna rinuncia rispetto alle proprie istanze come già comunicate ed alla tutela dei propri diritti”. In sintesi: l’acqua consumata dovrà essere pagata.

Ma non è finita qui. La società pubblico privata aggiunge: “Alla luce di quanto sopra, si ribadisce che le problematiche attinenti AICA e la gestione del SII dalla stessa effettuato non possono essere risolte mediante il trasferimento degli oneri su Siciliacque, rendendosi invece indifferibile un ulteriore e strutturale intervento della Regione Siciliana, quale soggetto istituzionalmente competente alla salvaguardia dell’equilibrio complessivo del sistema, volto a garantire condizioni sostenibili per tutti gli operatori coinvolti e a individuare adeguati strumenti, anche di natura finanziaria, idonei a ristabilire l’equilibrio economico del sistema ed evitare che problematiche di un gestore gravino unilateralmente sulla Società”.

Insomma, toc toc Regione, c’é nessuno?

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