Agrigentino di colore pestato a Lercara Friddi: fermate due persone, si valuta ipotesi razzismo
Un ragazzo africano di 23 anni, adottato da una coppia di agrigentini, e’ stato aggredito e offeso con insulti razzisti a Lercara Friddi, nel Palermitano. I carabinieri hanno identificato le due persone responsabili dell’episodio, avvenuto il 22 luglio. Il giovane, che fa il ballerino e vive in provincia di Agrigento, dopo il pestaggio e’ stato […]
Un ragazzo africano di 23 anni, adottato da una coppia di agrigentini, e’ stato aggredito e offeso con insulti razzisti a Lercara Friddi, nel Palermitano. I carabinieri hanno identificato le due persone responsabili dell’episodio, avvenuto il 22 luglio. Il giovane, che fa il ballerino e vive in provincia di Agrigento, dopo il pestaggio e’ stato portato al pronto soccorso a Palermo. Sono stati i medici a chiamare i militari.
“Sono di San Giovanni Gemini e anche io sono nero”. E’ il refrain di un video che un gruppo di abitanti, tra cui anche molti bambini, di San Giovanni Gemini, piccolo centro dell’agrigentino, ha realizzato dopo il pestaggio di Davide Mangiapane, 23 anni, il ballerino aggredito il 21 luglio davanti a un pub di Lercara Friddi. Un video che sta diventando virale. Si vedono bambini, donne, giovani, anziani ripetere la stessa frase: “Sono di San Giovanni e anche io sono nero”. Il ragazzo, intanto, è ancora ricoverato all’ospedale Civico di Palermo dove è stato operato alla mandibola per la frattura riportata nel pestaggio.
“E’ un gesto da condannare. Ogni aggressione e’ intollerabile. Questa non mi sembra che possa essere definita razzista, pero’. A Lercara Friddi qualche rissa di questo tipo si e’ verificata in passato, ma era piu’ legata al consumo di alcool tra i giovani”, commenta il sindaco Luciano Marino.
“Conosco la famiglia del sospettato. E’ gente perbene. Non voglio che passi il concetto che Lercara sia razzista. Qui ci sono tanti migranti che hanno trovato un lavoro e vivono integrati. Credo che il clima in Italia al momento non sia semplice. E inviterei il ministro dell’Interno Salvini ad abbassare i toni e usare un linguaggio piu’ soft”. A Lercara e’ stata inserita tra le iniziative dell’estate una partita di calcio allo stadio comunale con i migranti ospiti del Cara Mineo. “L’abbiamo gia’ organizzata da settimane – conclude il sindaco – non certo da oggi”.
“Mio figlio è ancora sotto choc per quegli insulti che ha subito durante il pestaggio davanti al pub. La frattura scomposta della mandibola guarirà, almeno spero, seppure con fatica, ma quegli insulti come ‘negro di merda, torna al tuo paese’ non riesce a dimenticarli. Il suo paese è l’Ittalia”. A parlare con l’Adnkronos è Giuseppe Mangiapane, il padre di Davide Mangiapane, il ballerino di 23 anni, di colore, pestato a sangue la sera del 21 luglio davanti a un pub di Lercara Friddi.
Il ragazzo ha subito la frattura della mandibola ed è stato operato. I due aggressori, tra cui un minore, sono stati denunciati per violenza e lesioni personali, ma senza l’aggravante razziale. “Oggi, per la prima volta, è riuscito a parlare e a dire le prime parole – racconta il padre visibilmente emozionato – E’ stato terribile. Mio figlio non ha alcuna colpa. Si trovava davanti al pub, quando quei due energumeni si sono avvicinati e gli hanno fatto cadere a terra il suo cappellino. Lui si è rivolto a loro e ha detto: “Vi spiace raccogliere da terra quello che avete fatto cadere?”. E per tutta risposta gli hanno dato un pugno e lo hanno fatto cadere. Da quel momento è iniziato il pestaggio. E ci sono i testimoni che possono confermare tutto”. Il padre del ragazzo smentisce anche la ricostruzione secondo la quale il ragazzo aggredito avrebbe fatto apprezzamenti a una ragazza, come raccontato da qualcuno.
“E’ falsissimo, mio figlio non ha detto proprio niente. Era fuori dal pub quando è stato avvicinato da questi due che lo hanno molestato facendogli cadere il cappellino a terra”. Il papà di Davide ha la data di nascita del figlio tatuata sul braccio: “Lo abbiamo adottato quando aveva appena 40 giorni – dice quasi con le lacrime agli occhi – Adoro mio figlio e vederlo soffrire mi fa molto male”. “Lui non aveva mai subito episodi di razzismo, fa il ballerino di zumba, di balli caraibici, è sempre in giro, sempre benvoluto da tutti, – dice ancora il padre – Questi sue sono due balordi e basta. Spero che paghino”.
E poi Giuseppe Mangiapane ai rivolge agli inquirenti: “Non capisco perché non ci sia l’aggravante del razzismo nel capo d’accusa dei due aggressori. Gli hanno detto frasi razziste orribili, perché non c’è l’aggravante? La legge farà il suo corso. Dio, forse, perdona ma io aspetto fiducioso la giustizia”






