Blitz antimafia “Montagna”, valanga di scarcerazioni: sono già una trentina (ft e vd)
Valanga di scarcerazioni nell’agrigentino dove sono tornati liberi presunti boss e gregari di Cosa nostra accusati di associazione mafiosa ed estorsione. Fino a questo momento sono una trentina le persone scarcerate sulle 57 arrestate lo scorso 22 gennaio nel corso dell’operazione ‘Montagna’ anche se agenzie e telegiornali riferiscono di 20 scarcerazioni. “Ma il numero potrebbe […]
Valanga di scarcerazioni nell’agrigentino dove sono tornati liberi presunti boss e gregari di Cosa nostra accusati di associazione mafiosa ed estorsione. Fino a questo momento sono una trentina le persone scarcerate sulle 57 arrestate lo scorso 22 gennaio nel corso dell’operazione ‘Montagna’ anche se agenzie e telegiornali riferiscono di 20 scarcerazioni.
“Ma il numero potrebbe crescere”, avvertono gli investigatori sconsolati.
Un blitz che aveva “decapitato Cosa nostra agrigentina”, come aveva detto il colonnello Giovanni Pellegrino, Comandante provinciale dei Carabinieri di Agrigento, commentando i retroscena del maxi-blitz, definito dal Procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, come “una delle più importanti operazioni antimafia degli ultimi anni”.
“Con l’operazione vengono aggrediti due mandamenti mafiosi preesistenti – diceva ancora l’ufficiale dei Carabinieri – e messa in luce l’esistenza di una nuova ‘creatura’, la ‘Montagna’ a cui aderiscono, sotto l’egida, del paese di Santa Elisabetta, anche i paesi della realtà provinciale montana di Agrigento”.
L’operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo siciliano, aveva consentito di colpire le cosche della zona montuosa ma anche il vertice – la Montagna – della mafia di paesi come Raffadali, Aragona, San Biagio Platani, Santo Stefano di Quisquina, Sant’Angelo Muxaro, Bivona, Alessandria della Rocca, Cammarata e San Giovanni Gemini, questi ultimi paesi che si trovano a oltre mille metri di altitudine. Liberi tra gli altri Raffaele Fragapane, Antonino Vizzi’, Giuseppe Vella, Luigi Pullara e Giuseppe Blando. Le motivazioni del riesame non sono ancora depositate, la Procura si riserva l’impugnazione in Cassazione: ma i tempi saranno comunque lunghissimi. Dopo il blitz aveva iniziato a collaborare Giuseppe Quaranta, ex capomafia di Favara.
Ma intanto gli altri boss tornano liberi.

