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Blitz “Up&Down”, traffico di cocaina dal Belgio a Favara: 15 gli indagati, indagini concluse

Notifica di avviso di chiusura delle indagini per i 15 coinvolti nell’inchiesta su un traffico di cocaina dal Belgio a Favara. La Dda di Palermo che si è occupata delle indagini sta effetuando le notifiche che prelude ad un possibile rinvio a giudizio a 15 persone. Nello specifico gli indagati sono Rania El Moussaid, 32 […]

Pubblicato 9 anni fa

Notifica di avviso di chiusura delle indagini per i 15 coinvolti nell’inchiesta su un traffico di cocaina dal Belgio a Favara. La Dda di Palermo che si è occupata delle indagini sta effetuando le notifiche che prelude ad un possibile rinvio a giudizio a 15 persone. Nello specifico gli indagati sono Rania El Moussaid, 32 anni, marocchina ma residente ad Agrigento, Carmelo Fallea, 42 anni, di Favara,  Carmelo Vaccaro, 39 anni di Favara., Gioacchino Alba, 50 anni, di Favara, Gianluca Giarratana, 28 anni, di Cammarata, Giuseppe Giarratana, 32 anni, di Cammarata, Vincenzo Giudice, 39 anni di Palermo,  Andrea Calandra, 37 anni di Palermo, Domenico Di Paola, 36 anni, di Palermo, Stefano Giaconia, 32 anni, di Palermo, Gapsare Indelicato, 35 anni di Favara, Calogero Presti, 44 anni, di Favara, Stefano Sacco, 53 anni di Porto Empedocle, Gaetana Terana, 35 anni di Palermo, Alessandro Anello, 37 anni, palermitano. Le accuse a vario titolo per gli indagati sono di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga e, in alcuni episodi, di cessione di sostanze stupefacenti o spaccio. Il blitz dell’inchiesta che venne chiamata “Up&Down” avvenne nel periodo natalizio dello scorso anno e portò all’arresto di cinque persone in carcere e due ai domiciliari. La sostanza stupefacente, secondo gli investigatori, proveniva circa una volta al mese dal Belgio, occultata all’interno di pacchi spediti, ovviamente con destinatario e mittente fasulli, tramite le diverse società di trasporti e traslochi che regolarmente compiono viaggi da e per il Belgio a favore soprattutto dei molti emigrati. Giunti a destinazione i pacchi venivano ritirati direttamente presso il deposito degli spedizionieri, che fungevano, del tutto ignari, da corrieri.

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