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Caso Montante, Licata: si è dimessa il commissario straordinario Mariagrazia Brandara

Con una lettera di poche ma significative righe, inviata al presidente della Regione, Nello Musumeci, Maria Grazia Brandara si è dimessa da commissario straordinario al Comune di Licata. “Illustrissimo Signor Presidente, scrive Brandara, dopo un’attenta riflessione susseguente al ricevimento dell’avviso di garanzia relativo al cosiddetto caso Montante, ho maturato l’idea che oltre ad essere integri […]

Pubblicato 8 anni fa

Con una lettera di poche ma significative righe, inviata al presidente della Regione, Nello Musumeci, Maria Grazia Brandara si è dimessa da commissario straordinario al Comune di Licata.

“Illustrissimo Signor Presidente, scrive Brandara, dopo un’attenta riflessione susseguente al ricevimento dell’avviso di garanzia relativo al cosiddetto caso Montante, ho maturato l’idea che oltre ad essere integri sia necessario anche apparirlo. Pertanto, pur nella coscienza della mia estraneità a fatti penalmente rilevanti, ritengo sia necessario rassegnarLe le mie dimissioni da Commissario Straordinario del Comune di Licata con effetto immediato.”

Le dimissioni di Brandara arrivano a meno di due giorni dal ricevimento di un avviso di garanzia e che la vede coinvolta nell’indagine “Double face” che ha portato all’arresto di Antonello Montante.

Mariagrazia Brandara – già sindaco di Naro e già deputato regionale – era stata nominata commissario straordinario del Comune di Licata dopo la sfiducia del consiglio comunale all’ex Sindaco della città Angelo Cambiano ed era alla sua seconda esperienza licatese. Avrebbe terminato il suo mandato a breve, tenuto conto che a Licata nel prossimo giugno si svolgeranno le elezioni comunali.

“Chiarirò tutto nelle sedi opportune, rimango convinta della mia estraneità ai fatti” –  dice Brandara a Grandangolo.

Nel settembre scorso, il commissario straordinario Maria Grazia Brandara – che aveva già guidato il Comune di Licata dal dicembre del 2014 al giugno del 2015 – ricevette una lettera di minacce: ”Rischiati a toccare le nostre case e sei morta, ti sgozziamo via, fai una sola cosa contro di noi e ti scanniamo. Ti seguiamo e ti controlliamo a vista”.

Un messaggio intimidatorio che si chiudeva con la foto di una cassa da morto vuota. Subito gli venne assegnata la scorta. Ma Maria Grazia Brandara è anche commissario straordinario dell’Irsap. E anche per questo incarico ricevette – l’anno prima, nel luglio, – un messaggio di minacce.

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