Combattimenti tra pitbull nell’Agrigentino, rigettate richieste di misure cautelari
I combattimenti, secondo quanto emerso, avvenivano soprattutto nell’Agrigentino: Palma di Montechiaro, Agrigento e Naro
No all’applicazione di misure cautelari personali. Il gip del tribunale di Gela ha rigettato le richieste della Procura della Repubblica nei confronti di sei indagati coinvolti nell’inchiesta sul lucroso (e crudele) business dei combattimenti illegali di cani. Per il giudice, allo stato attuale, non sussistono esigenze cautelari. L’operazione – denominata “L’inferno dei pitbull” – era scattata il mese scorso. I combattimenti, secondo quanto emerso, avvenivano soprattutto nell’Agrigentino: Palma di Montechiaro, Agrigento e Naro.
L’attività investigativa nasce dal ritrovamento a casa di uno degli indagati di un pitbull con evidenti lesioni riconducibili a segni di lotta con altri cani. I combattimenti venivano organizzati ovviamente a scopo di lucro ed erano inseriti in un circuito di scommesse clandestine. Gli animali sono stati trovati in quattro delle sei abitazione oggetto del decreto, quattro erano ancora cuccioli e una incinta. Tra il materiale sequestrato attrezzatura finalizzata all’allenamento degli animali, dei tapis roulant, catene, guinzagli con moschettoni, pesi utilizzati per potenziare le mascelle dei cani e farmaci integratori e anabolizzanti. In campo, trenta unità tra poliziotti, carabinieri e medici veterinari dell’ASP di Palermo. L’attività d’indagine è scaturita a seguito di un controllo eseguito dai poliziotti del Commissariato di Gela, unitamente a personale medico veterinario, presso l’abitazione di uno degli indagati. L’intervento era stato organizzato per cercare un cagnolino che era scomparso nella zona e che alcuni testimoni avevano visto con l’uomo. Nel corso delle ricerche è stato, invece, trovato un cane di razza pitbull con evidenti lesioni sul muso e sul corpo, riconducibili a segni di lotta con altri cani.
Le successive verifiche investigative, coordinate dalla Procura della Repubblica di Gela che hanno interessato anche i Carabinieri del Soarda per gli aspetti di specifica competenza, hanno consentito di appurare l’esistenza di una attività illecita legata a combattimenti clandestini di cani pitbull, posta in essere da alcuni soggetti gelesi ed altri residenti in comuni siciliani quali Palermo, Palma di Montechiaro ed Agrigento e in altre Regioni d’Italia tra le quali la Campania, i quali, in concorso tra loro, organizzavano questi eventi registrando dei video che diffondevano poi attraverso i social media.

