Crisi idrica, Carmina porta bidoncino alla Camera: “simbolo di un diritto negato”
Ad Agrigento e provincia tante famiglie costrette a riempire l'acqua con i bidoncini
“Questo bidoncino non è una provocazione. È il simbolo della quotidianità che, nel 2026, vivono migliaia di famiglie agrigentine. È il contenitore che tanti cittadini sono costretti a riempire quando possono, perché dai rubinetti delle loro case non esce acqua. È il simbolo di un diritto fondamentale negato.”
Lo dichiara la deputata del Movimento 5 Stelle Ida Carmina, intervenuta ieri sera alla Camera durante la discussione sul decreto PNRR, mostrando in Aula un bidoncino per l’acqua.
“Ho voluto portarlo nell’Aula di Montecitorio perché chi governa guardasse negli occhi la realtà che vivono gli agrigentini. Nel 2026, in un Paese del G7, ci sono famiglie, anziani e bambini che aspettano l’autobotte o fanno la fila per riempire un contenitore d’acqua, mentre i rubinetti restano completamente a secco. Oggi, con lo sciopero degli autobottisti, quella situazione è diventata ancora più drammatica. Questo bidoncino racconta più di qualsiasi statistica il fallimento di chi avrebbe dovuto garantire il diritto all’acqua. Il Governo ha dichiarato conclusa l’emergenza idrica il 9 maggio scorso, ma per gli agrigentini l’emergenza non è mai finita. Anzi, è peggiorata. Sono stati spesi 128 milioni di euro e i cittadini continuano a vivere tra turnazioni estenuanti, servizi sostitutivi insufficienti e rubinetti senz’acqua.”
“La Corte dei conti ha certificato criticità gravissime nella gestione delle risorse idriche e il definanziamento di opere strategiche per la Sicilia, come la diga Pietrarossa e l’adduttore Castello, indispensabili per garantire l’approvvigionamento idrico dell’Isola, continua Carmina che chiede, con il suo ordine del giorno di ripristinare quei finanziamenti e di individuare immediatamente risorse alternative. “Il Governo ha detto no. Spero che i siciliani e gli agrigentini si ricorderanno di chi è indifferente alla loro sofferenza”.


