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Il pentito Gioacchino Amico ai pm: “Collaboro anche per vostra incolumità, c’è gente feroce”

"C'è gente libera, che è molto feroce (...) questa gente è in grado di infiltrarsi ovunque, su tutto il tessuto sociale (...) infiltrarsi in politica"

Pubblicato 1 ora fa

“C’è gente libera, che è molto feroce (…) questa gente è in grado di infiltrarsi ovunque, su tutto il tessuto sociale (…) infiltrarsi in politica”. Lo ha messo a verbale il nuovo pentito del procedimento “Hydra” sull’alleanza tra le mafie in Lombardia, Gioacchino Amico, spiegando che la sua scelta di collaborare va nel senso anche di proteggere la “incolumità” dei magistrati che si occupano proprio di questo processo. “Il mio dovere morale – ha spiegato il pentito, che è libero dopo l’arresto nel 2023 e vive in una località protetta – è anche questo, di fermare queste persone per non creare un danno anche ai qui presenti”, ossia ai pm che lo stavano interrogando.

E ha aggiunto: “Qualcuno muoverà i fili (…) l’unica persona dell’indagine Hydra, quando sarà il momento ne parleremo”. Decine e decine le pagine omissate. “L’associazione c’è – ha ammesso – è nata nel 2019 ed è proprio questa unione di tutte le tre mafie, per non dire forse la quarta albanese (…) che è quella più spietata”. E il capo di “tutta l’organizzazione” sarebbe stato Giancarlo Vestiti, uno degli imputati del maxiprocesso iniziato stamani. “In tanti mi vogliono morto”, ha detto ancora Amico, di professione commerciante di frutta e verdura ma che sarebbe stato al vertice del “consorzio” di mafie. Come “emerso” dalle “dichiarazioni dei collaboratori di giustizia (…) sono perfettamente a conoscenza – ha dichiarato il neo pentito – dei vari tentativi di uccidermi e la mia scelta di collaborare è tesa a garantire anche la mia incolumità, lo posso fare soltanto cambiando vita”. Lo ha messo a verbale il boss Giacchino Amico, ammettendo di aver fatto parte del “sistema mafioso lombardo”, composto da esponenti delle tre mafie, e decidendo di collaborare con la Dda di Milano. Risulta dal suo primo verbale del 3 febbraio, depositato nel maxi processo “Hydra” di Milano. Davanti ai pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, della Procura diretta da Marcello Viola, il nuovo pentito Amico, che ha ricordato anche di essere stato in passato “coordinatore cittadino di Canicattì” del “Movimento Fare creato dall’ex sindaco di Verona Flavio Tosi”, ha spiegato che ha “deciso di cambiare vita per mia madre, che è molto malata, e per mia moglie, che io ho trascinato in questo processo”. E ancora: “Voglio cambiare vita, chiudere con il passato e riabilitarmi con la società (…) ho peraltro iniziato un percorso di fede”. Ha detto che “Hydra” è una “bella indagine che fotografa esattamente quello che è accaduto”. E ha voluto riferire di cose che “non sono emerse” e “ulteriori soggetti”. La trascrizioni del verbale sono in gran parte coperte da “omissis”. Ai pm che si occupano dell’inchiesta da tempo è stata rafforzata la scorta.

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