Agrigento

Il vecchio ospedale di Agrigento come sede universitaria: il progetto

Un ambizioso progetto che prevede la riqualificazione della struttura e una ristrutturazione integrale

Pubblicato 5 anni fa

L’ex ospedale di Agrigento, situato in via Atenea, potrebbe a breve divenire la nuova sede dell’università con un ambizioso progetto che prevede la riqualificazione della struttura e una ristrutturazione integrale del corpo longitudinale ad esclusione del piano terra. 

Un progetto che prevede la creazione di aule e  spazi per la didattica. Al primo piano sarà realizzata una nuova distribuzione spaziale per rispondere al nuovo programma funzionale. Il corpo longitudinale sarà caratterizzato da un impianto a pettine: una galleria posta a nord distribuisce una successione di ambienti che si affacciano a sud, sul prospetto principale.Secondo il progetto al primo piano verranno realizzate tre aule – di circa 70mq ciascuna, due uffici ed i relativi servizi igienici; al secondo piano un’aula magna, di circa mq 140, due uffici, una sala riunioni ed i servizi igienici. 

In definitiva il progetto prevede un intervento strutturale che si configura come “intervento di miglioramento” in conformità alle Linee guida di cui alla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministro del 09/02/2011 – “Valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle Norme tecniche per le costruzioni di cui al decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 14 gennaio 2008”, che consentirà di ottenere una significativa riduzione della vulnerabilità sismica del corpo di fabbrica.

Queste le opere previste: la demolizione dell’attuale copertura; la realizzazione di nuovi solai in ferro e laterizi; il consolidamento dei solai e delle murature esistenti; la realizzazione di murature trasversali ai piani primo e secondo; la realizzazione di collegamenti verticali costituiti da scale in calcestruzzo armato e da un ascensore posto all’esterno del cortile superiore realizzato con struttura metallica; la realizzazione di una passerella aerea di collegamento tra il vicolo Ospedale e il primo piano della fabbrica; la realizzazione all’interno del cortile inferiore di un ascensore urbano con struttura. 

“Comincia bene l’anno per la nostra città, dichiara il sindaco Franco Miccichè. Un’opera che era da anni in abbandono viene ripresa e restituita all’utilizzo degli agrigentini cambiando anche l’immagine della via principale della città. Sono stati infatti assegnati i lavori di riqualificazione dell’ex ospedale di via Atenea e questo significa che non siamo più nell’ambito dei progetti o delle idee, ma dei cantieri. Una struttura che sarà finanziata con i medesimi fondi di Girgenti. Ultimati tutti gli adempimenti, venerdì 12 febbraio scorso si è proceduto all’aggiudicazione dei lavori all’impresa che entro 950 giorni naturali e consecutivi, ovvero entro il 23 settembre 2023, deve concludere i lavori. E noi vigileremo sul regolare svolgimento dei lavori il cui controllo spetta appunto al Comune di Agrigento”, ha concluso il primo cittadino.

Responsabili del progetto Girgenti sono l’ing. Franco Vitellaro e la dottoressa Francesca Ciulla. Nel caso specifico era stato avviato un partenariato con l’Università degli studi di Palermo. L’anno scorso il CdA dell’Ateneo palermitano ha approvato il progetto esecutivo dei lavori di restauro e rifunzionalizzazione dell’ex ospedale di via Atenea per l’importo di 6.100.000,00 di euro. 2.800.000 euro ce li metterà l’Università mentre la restante parte sarà a valere sul progetto “Girgenti”.

La dichiarazione Lillo Firetto

“Da apprezzare la volontà della nuova amministrazione di garantire la continuità amministrativa sui grandi progetti. Significa confermare una visione, prima fra tutte quella di fare di Agrigento una città in cui l’Università è fucina di idee e di talenti, di cultura e di sviluppo. Quell’Università che abbiamo salvato dall’oblio e che sarà capace di rivitalizzare di studenti il centro storico e rilanciare la nostra economia in un progetto complessivo di recupero, che si chiama progetto Girgenti. A confermare tutto questo è la notizia che sono stati finalmente aggiudicati dall’Università degli Studi di Palermo i lavori di restauro dell’ex Ospedale di Via Atenea, punta di diamante del progetto Girgenti datato 2016. Un percorso lungo e pieno di ostacoli, alcuni davvero imprevedibili. L’ultima tappa è stata segnata nel luglio 2020 quando l’Università degli Studi di Palermo aveva comunicato l’approvazione del progetto esecutivo e stava avviando le procedure per la gara. Oltre al restauro è prevista la rifunzionalizzazione dell’ex Ospedale che ospiterà infatti attività educative, di ricerca e di animazione culturale, proponendosi come il principale hub del nuovo ecosistema culturale di rigenerazione urbana. L’importo complessivo è di 6 milioni 100 mila, di cui 2 milioni e 600 mila finanziati dall’ Ateneo con i fondi allocati nel progetto PROG. EDI. 2015-2017 per il potenziamento della sede universitaria di Agrigento e la rimanente somma di 3 milioni e 500 mila con fondi erogati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri secondo le modalità previste dalla seconda convenzione stipulata dalla mia amministrazione nel 21 marzo del 2019. La prima convenzione del cosiddetto “Bando periferie” era stata stipulata nel dicembre 2017, davanti al presidente del Consiglio e poi aveva subito un brusco e inspiegabile arresto col cambio di Governo. Vero è che per far bene le cose ci vuole tempo ma davvero ce n’è voluta di determinazione e quanto coraggio abbiamo dovuto infondere per non perderci d’animo.  L’importante è che nonostante gli ostacoli i risultati arrivino. Per Agrigento quel che conta è che possano partire i lavori. Questo è soltanto il primo passo di una rigenerazione complessiva del centro storico e una rifunzionalizzazione dell’esistente per generare nuove economie.  La dichiarata sospensione di finanziamenti del Governo, invero, ci aveva messo in allarme. La battaglia condotta dai Sindaci con l’ANCI aveva poi permesso di trovare un’intesa con la presidenza del Consiglio e garantire il rispetto del bando e dei principi cardine della precedente convenzione. Il progetto Girgenti prevede complessivamente un finanziamento di 15 milioni e 800 mila euro, che già avrebbero dovuto tradursi in cantieri nel 2018, se non fosse stato per quell’intoppo “romano” di natura politica. Girgenti è un programma di investimenti a lungo termine che coinvolge anche i privati in un processo di sviluppo turistico, culturale, sociale ed economico della città. Il bando periferie è stato il cardine fondamentale attorno a cui enti, istituzioni, associazioni, ordini professionali, università, imprenditori e giovani e volontari hanno ripensato intere aree abbandonate della città: interventi di sicurezza sociale, di recupero urbanistico, architettonico, di interconnessione modale, mobilità dolce e servizi sharing; una visione condivisa e partecipata del recupero delle aree più abbandonate e degradate per complessivi 33 milioni di euro. Agrigento ha compiuto questo passo, come non era mai accaduto.  Neanche in occasione della famigerata legge 70 del 1976 per Agrigento che aveva destinato 25 miliardi di lire e che gli amministratori del tempo furono capaci di perdere. Per questo siamo soddisfatti che l’attuale amministrazione intenda confermare questa visione e ci auguriamo che prosegua efficacemente su tutti i programmi e gli assi di intervento.

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