Mafia, massoneria e politica a Licata: due condanne e cinque assoluzioni
L’operazione dei carabinieri del Ros che fece luce sulla mafia di Licata e sugli intrecci “pericolosi” con politica, imprenditoria e massoneria
I giudici della prima sezione penale del tribunale di Agrigento hanno disposto due condanne, cinque assoluzioni e una sentenza di non luogo a procedere per prescrizione nei confronti degli imputati (stralcio ordinario) coinvolti nell’inchiesta “Assedio-Halycon”, l’operazione dei carabinieri del Ros che fece luce sulla mafia di Licata e sugli intrecci “pericolosi” con politica, imprenditoria e massoneria. Il tribunale ha inflitto 12 anni di reclusione ai fratelli Gabriele e Vincenzo Spiteri, entrambi di Licata, ritenuti uomini di fiducia del boss Angelo Occhipinti.
Non luogo a procedere nei confronti di Giovani Lauria, inteso il “professore”, ritenuto da sentenze passate in giudicato il massimo esponente della mafia licatese, già consigliori del boss Giuseppe Falsone. Lauria è deceduto tre anni fa. Assolti, invece, Alberto Riccobene, palmese accusato di aver mentito ai carabinieri durante un interrogatorio; Angelo Bellavia, padre di Vincenzo, anche lui originariamente accusato di mafia; Salvatore Patriarca, imprenditore ragusano che si era aggiudicato l’appalto per le demolizioni abusive a Licata. Reato prescritto, invece, per Antonino Massaro, elettrauto accusato di aver rivelato la presenza di microspie nell’auto di un affiliato.

