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La mafia dei pascoli nella Valle del Belice, chiesti 5 rinvii a giudizio

Ad avanzare le richieste la DDA di Palermo

Pubblicato 1 ora fa

I pubblici ministeri della Dda di Palermo, Claudio Camilleri e Felice De Benedettis, hanno avanzato 5 richieste di rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sulla “mafia del pascolo”, condotta sul campo dalla Squadra Mobile di Agrigento, dallo Sco e dalla Sisco di Palermo, che ha disarticolato la famiglia mafiosa di Santa Margherita di Belìce.

Chiesto il processo per Pietro e Giovanni Campo, padre e figlio, di 73 e 34 anni, il primo in carcere e il secondo in stato di libertà; Piero Guzzardo, di 46, e Pasquale Ciaccio, di 59, entrambi in carcere e Domenico Bavetta, di 42 anni, attualmente ai domiciliari. Devono rispondere di estorsione e illecita concorrenza con minaccia o violenza, aggravati dal metodo mafioso. L’udienza preliminare per decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio si terrà il 16 settembre 2025, davanti al Gup del tribunale di Palermo, Carmen Salustro. Le difese in quella sede potranno avanzare richiesta di giudizio abbreviato.

Le indagini ipotizzano il pervasivo controllo e la gestione illecita delle attivita’ agro-pastorali sul territorio girgentano di Santa Margherita del Belice, Montevago e Sambuca di Sicilia fino al confine con Contessa Entellina. Gli indagati, secondo l’attività investigativa, avvalendosi della indiscussa forza intimidatoria derivante dall’essere riconosciuti quali esponenti di vertice del mandamento mafioso di Santa Margherita di Belice, avrebbero attuato un incisivo controllo sull’economica agro-pastorale dell’area nonche’ sul connesso utilizzo dei fondi agricoli dell’entroterra belicino. In particolare, sono stati registrati diversi episodi in cui gli indagati, avvalendosi del metodo mafioso, avrebbero costretto i proprietari ed i gestori dei terreni agricoli a cedere la disponibilita’ di ampie aree di terreno da adibire al pascolo abusivo del bestiame, imponendo il pagamento di canoni irrisori che, in taluni casi, non sarebbero stati nemmeno corrisposti.

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