Lina Sastri ad Agrigento: un corpo, una voce ed è subito nostalgia (ft e vd)

Diego Romeo

Agrigento

Lina Sastri ad Agrigento: un corpo, una voce ed è subito nostalgia (ft e vd)

di Diego Romeo
Pubblicato il Feb 24, 2020
Lina Sastri ad Agrigento: un corpo, una voce ed è subito nostalgia (ft e vd)

Circa vent’anni fa il “Teatro Pirandello”, gestione Guardì-Flora, ospitò “La gatta Cenerentola” di Roberto De Simone, opera eccelsa, dalla inconfondibile napoletanità musicale. E non solo.

Ricordo perfettamente che durante il primo intervallo e poi a luci spente (lo spettacolo durava circa tre ore), gli spettatori si alzavano a frotte e uscivano dal teatro. In un palchetto ci ritrovammo io, un giovane inviato del quotidiano “Giornale di Sicilia” e Pippo Flora che non riusciva a darsi pace per questo esodo degli spettatori.  

L’altra sera invece, la napoletanità di Lina Sastri ha trovato negli spettatori del “Pirandello” un pubblico a dir poco entusiasta e consapevole della qualità di uno spettacolo che ha ricevuto applausi a scena aperta e alla fine “tutti in piedi” con richieste di bis a una Sastri che ha sentito la necessità di fare i nomi ringraziando la Fondazione Pirandello retta da  Gaetano Aronica e Tirinnocchi insieme al direttore artistico Sebastiano Lo Monaco: “Grazie Sicilia, grazie Agrigento” mentre il sipario si chiudeva.

Appunti di viaggio” ha titolato questo spettacolo Lina Sastri, un viaggio dentro l’anima della sua vita e della sua arte che già qualche anno prima aveva avuto un prologo in un altro suo spettacolo “Pensieri all’improvviso – Cantata del prima e del dopo”.

Un rodaggio che è servito all’artista napoletana di allestire, oggi, questo “viaggio” di altissima qualità. Con lei Filippo D’Allio alla chitarra, Gennaro Desiderio al violino, Salvatore Minale alle percussioni, Gianni Minale ai fiati, Salvatore Piedepalumbo alla fisarmonica e tastiere, Luigi Sigillo al contrabbasso.

Agrigento, Lina Sastri al Teatro Pirandello: Malafemmena e Guapparia

L’inizio è favoloso  con la sua voce che squarcia la bomboniera del “Pirandello” e il suo corpo che farfalleggia e domina da “torera” con drappo rosso tutto lo spazio scenico, duettando con il suo fisarmonicista che la segue fin quando lei cade esausta sulle tavole del palcoscenico.

Un percorso di sprazzi di vita e di cocente nostalgia affidati alle sue movenze (se l’avesse vista 

 Pina Bausch!), ai suoi ancheggiamenti tra shimmy-foxtrot, tammuriate e intonazioni che le si rompono in gola perfino in canzoni notissime (Maruzzella) che con lei assumono nuove dimensioni sonore, drammatiche, sincopate come singhiozzi trattenuti a stento.

Agrigento, Lina Sastri al Teatro Pirandello: Maruzzella

Un percorso di vita che inizia dall’infanzia e si dipana negli anni ricordando la sua prima volta in un teatro con gli accenti immaginifici della Mommina pirandelliana di “Questa sera si recita a soggetto”.

E poi con le parole di Filumena Marturano, di Eduardo De Filippo, dei registi con cui ha lavorato, le canzoni di De Simone e Pino Daniele scritte apposte per lei.

Nessun affanno, nessuna pausa nella voce di Lina Sastri che apre alla platea il suo dialogo “sincero e appassionato” insieme alla band che anticipa e sottolinea con grande professionalità “pensieri, segreti, gioie e dolori” di una intensa carriera  artistica.

Agrigento, Lina Sastri al Teatro Pirandello: Reginella

“Un dialogo d’amore – è scritto nel foglio di sala – che rivela dell’artista molto più di quanto un semplice spettacolo possa mostrare. Un viaggio nell’anima che si presenta ogni sera diverso, perché questo è il teatro”.

E’ accaduto al “Pirandello” il 22 e 23 febbraio 2020.

testo e foto di Diego Romeo


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