Mafia, confermato il 41bis per il boss Giancarlo Buggea
Il canicattinese, ritenuto uno dei “fedelissimi” di Giuseppe Falsone e al vertice del mandamento di Canicattì, resta al “carcere duro”
Giancarlo Buggea, boss al vertice del mandamento mafioso di Canicattì, resta al 41bis. Lo ha disposto la Corte di Cassazione che, nel rigettare il ricorso avanzato dalla difesa, ha confermato il regime di “carcere duro”. Buggea, condannato a venti anni di reclusione nell’inchiesta Xidy, è ritenuto uomo d’onore di spessore del mandamento nonché “fedelissimo” del boss ergastolano e capo indiscusso di Cosa nostra agrigentina Giuseppe Falsone.
“E’ attuale la pericolosità segnatamente per il ruolo di vertice assunto nel mandamento di Canicattì dell’associazione per delinquere Cosa Nostra, l’operatività del sodalizio e l’intatta capacità di controllo del territorio, la persistente capacità di interagire con gli esponenti del clan ancora in libertà” – si legge nelle motivazioni – “Inoltre ha valorizzato la ripresa del suo ruolo nel clan, nonostante la misura di prevenzione, fino a divenire punto di riferimento di Matteo Messina Denaro, e la partecipazione – in forza di tale posizione apicale – alle riunioni per gli affari d’interesse del sodalizio e della Stidda, non solo con i vertici delle famiglie di Agrigento, ma anche di esponenti di altre famiglie mafiose siciliane, nonché esponenti di cosa nostra americana; riunioni che si tenevano nello studio dell’ex avvocato Angela Porcello, con cui il detenuto ha avuto una relazione sentimentale, a sua volta raggiunta dalla misura cautelare”.

