Asp, l’ex manager (intercettato) punta il dito sulle sale operatorie: “Ci trasi genti cu i scarpi”
L'ex manager, intercettato mentre parlava con il funzionario Cefpas Pontillo, lamenta lo scarso rispetto per l'igiene e le regole contro le infezioni
Le infezioni ospedaliere nei nosocomi agrigentini sono, da anni, un problema molto complesso. Tante, tantissime le cause che l’Asp perde in tribunale connesse proprio a risarcimenti da riconoscere a persone che hanno contratto qualche batterio in corsia, a volte perdendo la vita oppure “semplicemente” dovendosi sottoporre a lunghe cure o nuovi interventi chirurgici.
Proprio per un presunto mancato contrasto alle infezioni l’ex direttore dell’ospedale di Agrigento è finito anche a processo, mentre, negli anni passati, l’Azienda si era dotata persino di un esperto esterno proveniente dall’università di Catania per cercare di correre ai ripari.
C’è però, appunto, un risvolto che emerge nella sua drammaticità da una conversazione intercettata nel contesto dell’inchiesta “Corte dei miracoli” tra l’ex manager Giuseppe Capodieci e il funzionario del Cefpas Gioacchino Pontillo. Il già direttore generale, dimessosi con l’arrivo dell’inchiesta e per cui il Gip del tribunale di Caltanissetta ha anche disposto l’interdizione temporanea dai pubblici uffici, raccontava – non sapendo di essere intercettato, di cercare spasmodicamente qualcuno da adibire a capo della formazione visto che all’Asp di Agrigento vi era scarso rispetto delle norme igieniche.
Più precisamente Capodieci – è il 2024 – spiega: “Infezioni ospedaliere c’ho un altro disegno, perchè tutti i miei direttori sanitari sono in quest…. nsitati… erano pessiche e hanno fatto ora… ma non sono di carriera, capito? Quindi un igienista non ce l’ho. E, allora, quando io chiedevo… ieri parlavamo delle sale operatorie… minchia, ci trasi genti cui scarpe! E allora devo fare dei corsi di formazione, delle regole o dei corsi…”.


