Mafia, il pentito Quaranta: “I contatti forti li avevo tra Favara e la montagna” e parla dei mandamenti
Continano ad emergere particolari circa la dichiarazioni del neo pentito di Favara, Giuseppe Quaranta. L’uomo ha raccontato ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia, come in “In ogni zona della Sicilia c’era una famiglia di Cosa nostra”. Quaranta ha parlato nello specifico di Favara “…e la montagna” e del fatto che “i contatti forti io li […]
Continano ad emergere particolari circa la dichiarazioni del neo pentito di Favara, Giuseppe Quaranta. L’uomo ha raccontato ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia, come in “In ogni zona della Sicilia c’era una famiglia di Cosa nostra”.
Quaranta ha parlato nello specifico di Favara “…e la montagna” e del fatto che “i contatti forti io li avevo tra Favara e le montagne basta”.
Parla il pentito e racconta quanto è a sua conoscenza, e riferendosi all’assetto dei mandamenti tra il 2012 e il 2013 dice: “Il quel momento il capo provinciale il capo provinciale si parlava di Pietro Campo…”, e alla domanda su chi gliene parlasse… “Fragapane, Giambrone… Calogerino però era tutto da vedere… giusto, picchì in quel momento essendo che erano i più anziani…. Essendo che era stato arrestato u… u Sutera, il cognato, se non sbaglio o cugino di Pietro Campo…. Campo dicemu prende sta reggenza nel suo mandamento però siccome una persona anziana”.
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