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Minorenne ucciso a colpi di pistola a Palma di Montechiaro, chiesti 20 anni di carcere per Falco Abramo 

Antonio Morgana, ragazzo di appena 17 anni, venne ucciso con tre colpi di pistola in contrada Ciotta a Palma di Montechiaro nell’ottobre 2013

Pubblicato 31 minuti fa

Venti anni di carcere per avere ucciso un ragazzino non ancora maggiorenne sospettato di furto. Il sostituto procuratore generale di Palermo, Salvatore Leopardi, ha chiesto la conferma della condanna inflitto in primo grado dalla Corte di assise di Agrigento nei confronti di Calogero Pietro Falco Abramo, 71 anni, di Racalmuto. La vicenda è legata all’omicidio di Antonio Morgana, 17enne colpito mortalmente con tre colpi di pistola il 23 ottobre 2013 a Palma di Montechiaro. Alla richiesta si è associato anche l’avvocato di parte civile, Santo Lucia, che nel processo rappresenta i familiari della vittima. Il 9 novembre, invece, sarà la volta dell’arringa difensiva dell’avvocato Maurizio Buggea mentre il 30 novembre è prevista la sentenza di appello. Un delitto che per oltre dieci anni è rimasto un “cold case” fino all’incredibile svolta nelle indagini e il rinvio a giudizio dell’imputato. Alla base dell’agguato ci sarebbe un piccolo furto messo a segno in un immobile di proprietà dell’imputato.

L’omicidio si consuma la sera del 23 ottobre 2013 in contrada Ciotta, nelle campagne di Palma di Montechiaro. Antonio Morgana si trova in un piazzale all’interno di un’auto in compagnia di altri quattro amici: Calogero Pace, Giuseppe Palermo, Mohchine Maukan e Angelo Azzarello. Improvvisamente diversi colpi di pistola calibro 7.65 squarciano il silenzio della notte: due proiettili colpiscono mortalmente Morgana, uno invece ferisce alla gamba Pace mentre gli altri due ragazzi rimangono miracolosamente illesi. Inutile la disperata corsa verso l’ospedale San Giacomo d’Altopasso di Licata. Morgana era già morto. Le indagini sull’omicidio si sono fin da subito concentrate sul possibile movente del furto anche alla luce delle dichiarazioni di uno dei cinque giovani presenti quella notte. Uno di loro, nonostante il buio e le condizioni avverse, fa il nome del presunto assassino agli investigatori, affermando di averlo visto. Si tratta di un 62enne di Palma di Montechiaro che, poco dopo, viene sottoposto a fermo. Una pista che però fa acqua da tutte le parti e non convince del tutto gli inquirenti. Il 62enne, infatti, viene scarcerato poco dopo anche grazie ad un alibi di ferro. La sera del delitto era a giocare a carte al centro commerciale Le Vigne insieme ad altri amici. Così le successive investigazioni hanno portato dritto a Falco Abramo, proprietario di un immobile in contrada Ciotta. 

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