San Cataldo, vigile del fuoco muore per malore mentre spegne rogo
La vittima è il caporeparto Alessandro Marchì, di 59 anni
Dramma durante le operazioni di spegnimento di un incendio intorno alle 17:30 di oggi in contrada Chiapparia a Caltanissetta. Il caporeparto Alessandro Marchì, di 59 anni, mentre era in corso una ricognizione sul posto per la gestione delle operazioni di soccorso, è stato colto da un malore. Subito soccorso dal personale sanitario, l’uomo è morto subito dopo il trasporto in ospedale.
“Profondo dolore per la perdita di Alessandro Marchi, deceduto durante un intervento per lo spegnimento di un incendio boschivo a San Cataldo.Ha perso la vita mentre svolgeva il proprio dovere, al servizio della collettività”. Lo dichiara il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.”Alla sua famiglia, ai colleghi e a tutto il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco rivolgo, a nome mio e del Ministero dell’Interno, le più sentite condoglianze. Non sarà dimenticato”, aggiunge.
Carmelo Barbagallo, segretario nazionale della Fisi vigili del fuoco, ha espresso “il più sentito e commosso cordoglio alla famiglia di Alessandro, ai suoi cari e ai colleghi del comando di Caltanissetta”. “Ma al dolore indescrivibile per questa ennesima perdita – ha aggiunto – si unisce una rabbia che non possiamo più tacere. Quanto accaduto oggi è una tragedia che avevamo preannunciato e denunciato a più riprese. «Non si può continuare a operare in condizioni disumane. Affrontare roghi devastanti con temperature che superano i 40 gradi, in costante emergenza organica, con turni massacrati e con una pressione psicofisica insostenibile significa mandare i lavoratori al macello. Quella di oggi nel Nisseno – ha osservato il sindacalista – non è una semplice fatalità: è la drammatica conseguenza di un sistema strutturalmente carente che continua a ignorare i nostri reiterati gridi d’allarme”. “Serve – ha concluso Barbagallo – un piano straordinario di assunzioni, il rinnovo di mezzi ed equipaggiamenti e la piena tutela della salute di chi ogni giorno rischia la vita per la sicurezza dei cittadini. Non accetteremo più parole di circostanza: pretendiamo fatti e risposte immediate dai vertici istituzionali”. (


