Aragona

Antenne telefoniche in contrada Belvedere ad Aragona, il comitato: “Danno ambientale e archeologico”

Una delegazione del Comitato spontaneo "Aragona No Antenne" si è recata ufficialmente presso gli uffici della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali per presentare una formale e accorata istanza contro l’installazione di nuove antenne

Pubblicato 56 minuti fa

Una delegazione del Comitato spontaneo “Aragona No Antenne” si è recata ufficialmente presso gli uffici della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali per presentare una formale e accorata istanza contro l’installazione di nuove antenne di trasmissione telefonica in Contrada Belvedere. Durante l’incontro, i rappresentanti del comitato hanno esposto una dettagliata documentazione volta a evidenziare il gravissimo impatto che la collocazione di tali infrastrutture avrebbe sul territorio aragonese, un’area dal valore inestimabile sotto il profilo sia ecologico che storico-archeologico.

“Un doppio danno, ambientale e archeologico” è il grido d’allarme del Comitato. Da un lato la deturpazione Paesaggistica: Contrada Belvedere rappresenta un polmone visivo e ambientale per il Comune di Aragona. L’inserimento selvaggio di mega-antenne altererebbe irrimediabilmente lo skyline e l’integrità di un paesaggio che va invece tutelato e valorizzato. Dall’altro lato la minaccia al Patrimonio Storico: L’area interessata è uno scrigno di storia millenaria. La zona è infatti ricca di insediamenti risalenti all’Età del Bronzo e vanta la presenza notevole di necropoli a “forno” risalenti al 2000 a.C. La realizzazione di scavi, basamenti in cemento e il passaggio di mezzi pesanti rischiano di compromettere o distruggere per sempre reperti e testimonianze archeologiche non ancora pienamente portate alla luce.

Non siamo contro il progresso tecnologico, dicono gli esponenti del comitato, ma questo non può e non deve avvenire a discapito della nostra identità, della salute dei cittadini e della memoria storica del nostro territorio. Contrada Belvedere non è un semplice terreno vuoto, è la nostra storia. Chiediamo alla Soprintendenza di intervenire tempestivamente per apporre i vincoli necessari e fermare questo scempio annunciato.”

I funzionari della Soprintendenza hanno mostrato grande attenzione e sensibilità verso la problematica esposta, riservandosi di avviare le verifiche tecniche e i sopralluoghi necessari per valutare la compatibilità dell’opera con i vincoli di tutela vigenti.

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