Aragona, il depuratore della discordia: il Comune perde in Appello e deve pagare il conto dopo trent’anni
I giudici hanno stabilito che la quantificazione simbolica di zero euro non fosse coerente con i danni subiti dal proprietario, rideterminando l’indennizzo in 17.640,58 euro.
La lunga e tortuosa vicenda dei terreni occupati dal Comune di Aragona per la costruzione di un impianto di depurazione si arricchisce di un capitolo decisivo. Tutto ha inizio negli anni ’90, un’epoca in cui l’opera pubblica venne realizzata attraverso l’occupazione di aree private a fronte di un indennizzo versato per una cessione volontaria (di circa 5.000 euro) che, tuttavia, non fu mai perfezionata sotto l’aspetto formale. Per decenni la situazione è rimasta congelata in un limbo giuridico: il Comune continuava a utilizzare i terreni, ma il trasferimento della proprietà non era mai diventato effettivo. Solo dopo moltissimo tempo il proprietario ha deciso di rompere il silenzio, chiedendo all’Ente una scelta definitiva tra la restituzione delle aree o la loro acquisizione formale. L’inerzia del Comune ha però costretto il privato a rivolgersi alla giustizia amministrativa, arrivando fino al Consiglio di Giustizia Amministrativa che ha imposto all’Amministrazione di agire tramite un commissario ad acta. Nel 2021, quest’ultimo ha disposto l’acquisizione sanante dei terreni ma, basandosi sulla vecchia documentazione degli anni ’90, ha stabilito che non fosse dovuto alcun ulteriore risarcimento, fissando l’indennizzo in misura pari a zero euro.
Questa decisione è stata prontamente impugnata dagli avvocati Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza, i quali hanno sostenuto l’impossibilità di considerare un pagamento di trent’anni prima (pari a circa 5.000 euro) come pienamente satisfattivo per un’occupazione che si è protratta così a lungo nel tempo.
La tesi difensiva ha trovato pieno accoglimento presso la Corte d’Appello di Palermo che, con l’ordinanza del 24 aprile 2026, ha ribaltato il precedente verdetto.
I giudici hanno stabilito che la quantificazione simbolica di zero euro non fosse coerente con i danni subiti dal proprietario, rideterminando l’indennizzo in 17.640,58 euro. Oltre a questa somma, il Comune di Aragona è stato condannato a corrispondere gli interessi legali maturati dall’ottobre 2021 fino al saldo e a farsi carico integralmente delle spese di lite pari a circa 3.000 euro , mettendo finalmente un punto fermo su una gestione burocratica durata oltre tre decenni

