A Sommatino si presenta il romanzo “Lo scemo di guerra e l’eroe di cartone” di Alberto Tricoli
E’ uscito il 12 aprile il romanzo ‟Lo scemo di guerra e l’eroe di cartone” (Edizioni Spartaco) di Alberto Maria Tricoli, storico dell’arte e tipografo. Il Romanzo sarà presentato al pubblico per la prima volta a Sommatino domenica 29 Aprile alle ore 19 presso “Domus Misericordiae”. Sarà presente all’incontro con l’autore Tricoli, il sindaco Elisa Carbone, l’assessore […]
E’ uscito il 12 aprile il romanzo ‟Lo scemo di guerra e l’eroe di cartone” (Edizioni Spartaco) di Alberto Maria Tricoli, storico dell’arte e tipografo.
Il Romanzo sarà presentato al pubblico per la prima volta a Sommatino domenica 29 Aprile alle ore 19 presso “Domus Misericordiae”. Sarà presente all’incontro con l’autore Tricoli, il sindaco Elisa Carbone, l’assessore alla cultura Sofia Crapanzano, l’arciprete di Sommatino Don Domenico Lipani. Durante l’evento saranno letti alcuni passi del romanzo dal regista e autore Giovanni Gagliano, interverrà Sergio Zafarana cantautore. Presenta lo scrittore Rocco Chimera.
La trama
Tutto inizia e finisce a Vazzarìa. Questo immaginario paese dell’entroterra siciliano è l’approdo del disertore Nirìa che, durante lo sbarco alleato del 1943, scappa sulla scia di un sogno premonitore. Padre e figlioletto al seguito, diventa lo sgangherato condottiero di un manipolo di fuggitivi. Libbertu, invece, a Vazzarìa ci è nato: secondo di sette figli, gran lavoratore e con una sincera passione per lo studio, subito dopo l’entrata in guerra dell’Italia, decide di arruolarsi con le camicie nere, sperando di dare una svolta al proprio futuro, e così parte per la Libia. Vicende personali, drammatiche ma anche esilaranti, spassose e grottesche, s’intrecciano al racconto della Seconda guerra mondiale, in particolare all’operazione Pugilist in Tunisia che vede la disperata e vana resistenza delle forze italo-tedesche, e all’operazioneMincemeat, capolavoro dell’intelligence inglese per ingannare e depistare i tedeschi circa lo sbarco in Sicilia delle truppe alleate. Il lettore si commuove, si diverte, si arrabbia, trovandosi di fronte a un quadro drammatico, nel quale comunque prevalgono l’amore per la vita, l’amicizia autentica che è collante e fonte di speranza nonostante menzogne e meschinità, sentimenti che accomunano vincitori e vinti. Ma il vero punto di forza del romanzo è il linguaggio, una miscela di italiano e vernacolo siciliano, comprensibile e accattivante, mai fuori luogo, icastico, adeguato alle situazioni, incisivo. Il personaggio di Nirìa oscilla tra l’Enea virgiliano e il Gassmann dell’Armata Brancaleone, quello di Libbertu – realmente esistito – è vero e umano anche sulla carta.





