Caltanissetta

Corteo in strada a Gela per salvare l’ospedale: “andremo avanti in attesa di risposte concrete”

In prima fila il sindaco Di Stefano, Nuccio Di Paola del M5S e tantissimi cittadini

Pubblicato 12 minuti fa

 Almeno tremila persone, questa mattina a Gela (Caltanissetta), hanno manifestato “per il potenziamento della sanità cittadina”. In prima fila, ad aprire il corteo partito dall’ospedale “Vittorio Emanuele”, l’amministrazione comunale gelese. “Non ci fermeremo. Andremo avanti fino a quando non avremo risposte concrete”. E’ quanto ha affermato il sindaco di Gela, Terenziano Di Stefano, nel corso della manifestazione. “Questa mobilitazione – ha aggiunto il primo cittadino – vuole dare voce alla nostra citta’ e al nostro territorio e rappresentare un momento di partecipazione ampia, civile e trasversale. La nostra protesta ha acceso i riflettori sul nostro ospedale. Da quando abbiamo iniziato a protestare con un presidio permanente davanti l’ingresso del nosocomio, qualche risposta e’ arrivata dalla Regione e dall’Asp di Caltanissetta, ma non basta. L’ospedale Vittorio Emanuele – ha concluso – e’ un presidio fondamentale per Gela e per un territorio che comprende numerosi comuni e migliaia di cittadini”.

Decine di sindaci e amministratori locali delle province di Caltanissetta, Enna, Catania e Ragusa. Al corteo hanno aderito, con i loro trattori, gli agricoltori che da lunedì, all’ingresso di Gela, hanno avviato un presidio permanente contro il caro carburante. Partiti di tutti gli schieramenti, associazioni e cittadini hanno aderito.

“Il tempo di Schifani e di questo scandaloso centrodestra è ampiamente scaduto. I cittadini – afferma il coordinatore del M5s Sicilia Nuccio Di Paola, con numerosi rappresentanti del movimento – chiedono, e non solo a Gela ovviamente, solo di potersi curare. Cosa che, a causa di questo governo, incapace di trovare soluzioni e di ridurre le liste di attesa che ha combattuto solo a parole, sta diventando sempre più un miraggio. Qui a Gela abbiamo raccolto quasi 15mila firme di cittadini che chiedono di potersi curare e dietro a ognuna di esse c’è una storia di attese, disservizi e malasanità. È ora di dire basta e di dire basta anche all’inutile permanenza del direttore generale Ficarra al vertice dell’Asp. Alla magistratura – conclude Di Paola – che sta conducendo l’inchiesta sull’ultimo scandalo che ha travolto Armao, Lombardo ed altri – va il nostro plauso e il nostro incoraggiamento. All’assessore Dagnino chiediamo un’inversione di marcia: dirotti i fondi per le mancette sulla sanità, al contrasto del caro energia e in aiuti agli agricoltori. Sarebbe una prima risposta alla manifestazione di oggi”.

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