Capitale italiana della cultura 2028, Catania presenta il dossier a Roma
La proclamazione della Capitale Italiana della Cultura 2028 è attesa entro il 27 marzo 2026.
C’è una città che guarda in alto senza dimenticare la profondità delle proprie radici. Una città che vive di stratificazioni, energia, contrasti, e che proprio da lì trova la forza di immaginare il domani. Oggi, a Roma – al ministero della Cultura – Catania ha presentato alla giuria il dossier “Catania Continua”, trasformando l’audizione per la Capitale Italiana della Cultura 2028 in un momento di identità condivisa e visione concreta.
Un momento intenso, costruito con una regia precisa e un racconto corale guidato dal sindaco Enrico Trantino e coordinato da Paolo Di Caro (direttore Cultura del Comune), che ha scandito gli interventi secondo una scaletta capace di intrecciare emozione e progettualità, identità e strategia.
L’audizione si è aperta e si è chiusa con due testimonial d’eccezione. Il colonnello Luca Parmitano, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea, da Houston, ha offerto un contributo simbolico e potente: Catania come città capace di guardare in alto, di superare i propri confini, di essere crocevia e laboratorio di contaminazioni. Una città “unica”, dalle radici profonde e dallo sguardo cosmopolita. A rafforzare il messaggio identitario, il video-appello di Fiorello, che con la sua voce ironica e autentica ha sostenuto la candidatura invitando a credere in una sfida che riguarda l’intera comunità. Dopo il primo cittadino, che ha ribadito come il passato rappresenti un patrimonio intoccabile ma non immobilizzante, sono intervenuti il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani: “Confermiamo il sostegno istituzionale, politico ma anche finanziario – ha detto – nel caso in cui Catania dovesse essere prescelta. Era giusto essere presenti, accanto al sindaco, per questo progetto che ho avuto già modo di apprezzare; credo che Catania abbia tutti i numeri per essere protagonista”.
La presentazione ha dato spazio ai contenuti del dossier: il programma dedicato ai protagonisti delle imprese creative, del terzo settore e dei giovani – con Francesco Mannino di Officine Culturali e Claudia Cosentino di Isola – il piano partecipato con orizzonte 2038 come eredità strutturale (con Fabio Finocchiaro, direttore Politiche Comunitarie del Comune), il rafforzamento del sistema bibliotecario e museale e del patrimonio (con Laura Cicola dell’Archivio di Stato), l’integrazione tra cultura, scienza e innovazione, le vibrazioni del teatro, della danza e della musica (con Marco Giorgetti dello Stabile, Roberto Zappalà di Scenario Pubblico e Giovanni Cultrera del Teatro Massimo Bellini) fino al richiamo al progetto Radicepura come esempio di connessione tra paesaggio, visione e rigenerazione. Tra gli interventi anche quello di Maria Cristina Busi Ferruzzi, Confindustria Catania, a testimonianza del coinvolgimento del sistema imprenditoriale e della volontà di costruire una sinergia stabile tra cultura e impresa.
“Catania Continua” si fonda su un dato concreto: oltre il 70% delle proposte inserite nel dossier nasce dal territorio, grazie al contributo di circa 100 realtà tra istituzioni, associazioni, università, enti di ricerca e imprese.
Non un semplice calendario, dunque, ma un percorso strutturato, con monitoraggio, misure e obiettivi durevoli. Una strategia – quella supportata da PTS e Melting Pro – pensata per lasciare un segno oltre il 2028, migliorando la qualità della vita e rafforzando l’attrattività culturale e produttiva della città.
L’audizione si è conclusa con un clima di forte partecipazione e consapevolezza. Catania ha mostrato unità, maturità progettuale e una visione capace di tenere insieme identità, innovazione e comunità.
La proclamazione della Capitale Italiana della Cultura 2028 è attesa entro il 27 marzo 2026.Le altre città finaliste che con Catania concorrono al titolo sono Anagni, Ancona, Colle di Val d’Elsa, Forlì, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano, Sarzana e Tarquinia.




