Approvato il nuovo tracciato revisionato dell’Itinerarium Rosaliae
L'itinerario collega i luoghi del cammino di Santa Rosalia - l'Eremo di Santo Stefano Quisquina sui Monti Sicani in provincia di Agrigento e il Santuario di Santa Rosalia sul Monte Pellegrino a Palermo
Oggi, presso l’Assessorato Regionale all’Agricoltura si è svolto l’incontro ufficiale dedicato al Cammino di Santa Rosalia, alla presenza del Capo di Gabinetto Ing. Foti, del Coordinatore del Tavolo Interistituzionale Padre Giuseppe Bucaro e del Direttore Generale del Dipartimento Sviluppo Rurale e Territoriale Dr. Alberto Pulizzi.
L’ente di governance Kòrai – Territorio, Sviluppo e Cultura, in piena sinergia con l’Associazione Itinerarium Rosaliae – L’Officina Territoriale e con tutti i Comuni soci — presenti con Sindaci e Assessori delegati — ha presentato il nuovo tracciato interamente revisionato del Cammino. Un lavoro complesso, realizzato dalla cabina di regia Kòrai, con il prezioso contributo delle guide Anna Maria Cusimano, Mario Orlando e Sergio Schifano, che hanno accompagnato e supportato il superamento delle criticità lungo il percorso.
“Si apre adesso la fase operativa successiva all’aggiornamento: manutenzione, segnaletica, servizi al camminatore e preparazione della stagione primaverile, in vista anche della prossima Giornata Regionale dei Cammini. Il Cammino cresce. E diventa sempre più concreto”, dichiara in una nota il sindaco di Santo Stefano Quisquina, Francesco Cacciatore.
L’itinerario collega i luoghi del cammino di Santa Rosalia – l’Eremo di Santo Stefano Quisquina sui Monti Sicani in provincia di Agrigento e il Santuario di Santa Rosalia sul Monte Pellegrino a Palermo – attraversando i luoghi in cui vi sono testimonianze del passaggio o della permanenza di Santa Rosalia. Il percorso, tracciato anche al di là delle verità storiche, si snoda lungo sentieri, regie trazzere, mulattiere e strade ferrate dismesse, attraversando per circa 187 km i territori di 15 Comuni delle province di Palermo ed Agrigento, fra ambienti incontaminati di grande pregio, aree naturali protette e suggestivi borghi dell’entroterra siciliano dalle spiccate peculiarità culturali.




