Catania

Ennesima sparatoria a Catania, il procuratore Curcio: “La risposta dello Stato non si farà attendere”

E' la quarta sparatoria che avviene nel territorio catanese contro diverse attività commerciali e una abitazione

Pubblicato 51 minuti fa

Due persone, un 20enne e un 26enne, sono rimaste ferite in una sparatoria avvenuta la notte scorsa in una zona di periferia di Paternò, grosso centro agricolo della provincia di Catania. Sul posto si sono recati i carabinieri della locale compagnia, ma senza trovare alcuno. I due feriti, che non sarebbero gravi, si erano recati da soli in due diversi ospedali: uno al Santissimo Salvatore di Paternò, l’altro al Cannizzaro di Catania. Indagini, coordinate dalla Procura di Catania, sono in corso per chiarire dinamica e movente. 

 “La risposta dello Stato non si farà attendere“. Lo afferma il procuratore Francesco Curcio, in un’intervista a La Sicilia sulle sparatorie notturne a Catania contro diverse attività commerciali e una civile abitazione. “È sotto gli occhi di tutti – spiega il magistrato – che c’è questo ricorso alla violenza anche armata in conseguenza anche della frammentazione dei vari gruppi criminali che si contendono il principale interesse criminale che è la gestione delle piazze di spaccio. Chi consuma droga, quindi, deve sapere che alimenta questo tipo di attività criminale così pericolosa“. Il procuratore di Catania sottolinea che sulle sparatorie “tutte le piste sono sul tavolo”, però, sottolinea, “la più verosimile è che si tratti di uno scontro finalizzato al controllo del territorio dove si fanno le attività criminali più lucrose, fra cui la vendita di sostanze stupefacenti”. Su una possibile escalation che sfoci in un conflitto armato, procuratore Curcio osserva che “è possibile”, ma, aggiunge, “non siamo preoccupati perché lo Stato è unito e compatto: si lavora in coordinamento con Prefettura, polizia, carabinieri e guardia di finanza”. “Lo Stato sta facendo il massimo – garantisce il procuratore di Catania – sta impegnando tanti uomini e sta lavorando facendo squadra. Le persone perbene possono attendere con fiducia la risposta dello Stato, gli altri che frequentano quelle zone per acquistare stupefacenti, anche se sono persone incensurate, devono sapere che con il loro comportamento rafforzano la mafia“.

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