Catania

Sicurezza e legalità per la movida: quattro denunce

Un servizio per la prevenzione ed il contrasto dei reati e l’incremento del livello di sicurezza reale e percepita della popolazione

Pubblicato 47 minuti fa

I servizi di controllo del territorio hanno impegnato i Carabinieri della Compagnia di Acireale che, operando per la prevenzione ed il contrasto dei reati e l’incremento del livello di sicurezza reale e percepita della popolazione, hanno rafforzato la presenza operativa nel comune di Acireale.  In tale contesto, i dispositivi di controllo, con il supporto della Compagnia di Intervento Operativo del 12° Reggimento “Sicilia”, sono stati dislocati nelle zone del centro urbano maggiormente interessate dalla movida. 

Durante una delle verifiche su strada i militari dell’Arma hanno trovato un 24enne del posto, fermato in territorio di Aci Catena, in possesso di diverse dosi di crack. Analogamente un 30enne, fermato lungo la strada provinciale per S. Maria Ammalati e sottoposto a perquisizione, è stato trovato con alcune dosi di crack e la somma in denaro contante di 265 euro, ritenuta provento dell’attività di spaccio. 

Per entrambi, sulla base degli indizi raccolti da verificare in sede giurisdizionaleè scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria per “detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti” mentre lo stupefacente ed il denaro sono stati sequestrati dagli operanti. 

Un 20enne residente a Viagrande è stato invece sorpreso alla guida della sua auto in evidente stato di alterazione psicofisica. Tale circostanza ha indotto i Carabinieri a sottoporlo agli accertamenti per verificare il livello di alcool e droghe nel sangue, senonché, il giovane si è rifiutato fermamente di sottoporsi ai prelievi. Questa condotta ha fatto scattare per lui la denuncia all’A.G., ferma restando la presunzione di innocenza, valevole ora e fino a condanna definitiva.

 In collaborazione dei colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Catania è stata attivata un’ispezione presso la frazione di Santa Tecla – scalo Pennisi. Qui, in una delle società operanti, un 30enne residente ad Aci Castello è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per la violazione dell’art 20 comma 2 lett. d) D. Lgs. 81/2008.  L’uomo è stato infatti ritenuto responsabile di aver omesso di utilizzare i dispositivi di protezione a disposizione, nell’ambito della gestione del servizio di approdo per imbarcazioni da diporto presso il predetto scalo marittimo. 

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