Cronaca

Il Comune di Palma di Montechiaro chiede risarcimento danni a Politecnica per oltre 1 milione di euro. La società replica: “L’Ente ci deve ancora 100 mila euro”

Il commissario straordinario del comune di Palma di Montechiaro, dott. Antonio La Mattina, ha firmato lo scorso 18 maggio una delibera con la quale conferisce mandato all’avv. Trovato per proporre azione di risarcimento danni – per 1.400.000€ – nei confronti della Politecnica, responsabile secondo l’Ente di inadempimento contrattuale derivato da illecito. L’azienda – tra le […]

Pubblicato 9 anni fa

Il commissario straordinario del comune di Palma di Montechiaro, dott. Antonio La Mattina, ha firmato lo scorso 18 maggio una delibera con la quale conferisce mandato all’avv. Trovato per proporre azione di risarcimento danni – per 1.400.000€ – nei confronti della Politecnica, responsabile secondo l’Ente di inadempimento contrattuale derivato da illecito.

L’azienda – tra le maggiori nel suo settore nel territorio nazionale – aveva stipulato il contratto con l’Ente – per il servizio tecnico di istruire le pratiche edilizie/sanatoria – nel 2006. La Politecnica finisce per essere risucchiata nel ciclone giudiziario che vede tra i protagonisti l’architetto pentito Giuseppe Tuzzolino e tutte le pratica “sotto accusa” vengono sequestrate. L’ufficio tecnico – si legge nella delibera – ha dovuto reistruire dette pratiche quantificando un danno subito pari a 600 mila euro.

Il Comune ne chiede altri 800 mila per il danno di immagine.

Di parere diametralmente opposto la società con sede a Modena che – tramite l’avvocato Giuseppe Scozzari – ha fatto sapere di voler chiedere proprio al Comune di Palma di Montechiaro circa 100 mila euro come completamento del pagamento per il servizio erogato da Politecnica: “Siamo stati noi a far scoprire le magagne all’interno dell’Ente denunciando il “metodo Palma.”

LE ACCUSE DI TUZZOLINO. “A Palma di Montechiaro abbiamo importato la gestione truffaldina  delle sanatorie, presentate nel 1985 e 1995, ai quali il Comune non aveva ottemperato. Il Comune aveva bisogno di far cassa e doveva “regolarizzare” tutte queste pratiche. Noi, come Politecnica di Modena,  ideammo il sistema. Il direttore che si occupava di questi appalti era l’ingegnere Giovanni Romiti. Quest’ultimo si occupava della fase dell’appalto e istallazione del lavoro e poi noi gestivamo tutto il resto. Il bando fu vinto dalla Politecnica non regolarmente. Il Comune ci assegnava un tot numero di pratiche e dovevano essere istruite con pagamento. Per il Comune era molto vantaggioso perché non aveva capitale da anticipare. La tangente che ci pagavano i privati ci servivano per concedere sanatorie che, in maniera legale, non potevano mai essere concesse. Gli immobili non avevano alcun diritto ma, a seguito di pagamento di tangenti, si risolveva il problema. Questo sistema, nato a Palma di Montechiaro, volevamo trasferirlo a Lampedusa e l’ingegnere Sandro Orlando, massone di Agrigento, ne era consapevole. Ne parlai a Calogero Baldo, a quel periodo mio suocero, e fu subito entusiasta in quanto già in passato Baldo aveva rapporti con il Comune di Lampedusa essendone il progettista del Piano regolatore. Successivamente Sandro Orlando organizza un incontro presso lo studio della zona industriale di Agrigento e si presentano Gabriele, De Rubeis e Giancone e una ragazza di nome  Debora La Carrubba che fu presentata come un dirigente o una collaboratrice dell’Ufficio tecnico.”

LA QUERELA DI POLITECNICA. “A fronte delle recenti dichiarazioni conosciute tramite la stampa, la società Politecnica rende noto che procederà a querelare il sig. Tuzzolino, avendo già dato mandato difensivo per ciò all’avv. Giuseppe Scozzari. “Politecnica e i suoi soci sono sereni e sono stati i primi ad aver denunciato il Tuzzolino ponendo i presupposti per la scoperta del cosiddetto “metodo” di Palma, individuando e quantificando le sue malefatte e le ingentissime somme rubate ai cittadini, ponendo le basi del suo arresto e della sua condanna, con la sua conseguente rovina. Le gravi diffamazioni poste in essere da questo criminale sono state sempre puntualmente smentite con atti e fatti, e si rivelano contraddittorie, illogiche, incoerenti coi tempi e coi luoghi e sono generate non da conoscenza, ma da un bieco sentimento di vendetta. Politenica è una realtà imprenditoriale affermata che dà lustro al nostro Paese ed intende proseguire la propria attività nell’onestà e nella legalità, in un percorso trasparente di totale collaborazione con la giustizia, nella quale continua mantenere piena fiducia.”

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