Incendio e morte a Cattolica Eraclea, dubbi sulla matrice: Procura apre inchiesta
E’ in arrivo a Cattolica Eraclea, il piccolo centro dell’agrigentino dove la notte scorsa è divampato un incendio che ha ucciso un uomo, Liborio Campione, 50 anni, la squadra speciale del Nucleo investigativo antincendio dei Vigili del fuoco, che dovrà fare chiarezza su quanto accaduto nel deposito di mezzi della nettezza urbana. Presente anche […]
E’ in arrivo a Cattolica Eraclea, il piccolo centro dell’agrigentino dove la notte scorsa è divampato un incendio che ha ucciso un uomo, Liborio Campione, 50 anni, la squadra speciale del Nucleo investigativo antincendio dei Vigili del fuoco, che dovrà fare chiarezza su quanto accaduto nel deposito di mezzi della nettezza urbana.
Presente anche i Carabinieri della scientifica per effettuare le indagini sulla salma.
La Procura di Agrigento, che ha aperto un’inchiesta, disporrà l’autopsia sui resti del cadavere dell’uomo. Nulla, tuttavia sembra scontato in relazione alla matrice del grave evento. E le indagini della Procura serviranno a fugarli tutti. Di sicuro la pista del malfunzionamento di una stufa sembra non essere l’unica.
Intanto, dolore e rabbia a Cattolica Eraclea per la tragica morte dell’uomo, disoccupato impegnato nei progetti di servizio civico del Comune, presunto custode del magazzino comunale in cui viveva e in cui questa notte è morto carbonizzato a causa di un incendio la cui origine è ancora tutta da chiarire. Sembra si tratti di un rogo accidentale, ma non si esclude la pista dell’incendio doloso.
Sul posto diverse volontarie della mensa di solidarietà che si stanno prendendo cura del cane sopravvissuto all’incendio.
Ecco il messaggio postato su Facebook dall’arciprete don Nino Giarraputo: “Carissimi, terribile terribile terribile, è morto Liborio, sì morto! Si può si può morire così? Sì può! Dio abbia misericordia di lui. Oggi a Cattolica ci chiederemo ma come e perché. Sì è morto solo solo! In un immondezzaio trasformato in casa. Povero Liborio. Ora è facile dire di chi è la colpa. E’ mia Liborio, mia! Oggi alla mensa non verrai più con la tua eleganza e dignità. Grazie grazie per tutto. Ai benpensanti che hanno criticato anche la mensa, sappiate non si muore di fame oggi ma di solitudine, di solitudine! Perdonami Liborio! Grazie al tuo cane, almeno lui ti ha visto morire. Perdonami se puoi”.
“Hai ragione padre Nino di sentirti colpevole, ognuno di noi dovrebbe sentirsi colpevole, da quando ho appreso la notizia non riesco a trattenere le lacrime pensando alla brutta fine”, ha scritto Maria Fucale, dipendente comunale, che racconta: “Spesso veniva al comune ma sempre educato e gentile ed ovunque mi vedeva un saluto con la mano ed un sorriso. Non perché non c’è più, ma non meritava proprio di morire così, spero che possa vivere una vita migliore nell’aldilà e riposare in pace. Ciao Liborio”.





