Canicattì

Droga e armi nel catanese: 23 arresti, in manette anche due canicattinesi

Si tratta di Salvatore Carlino e Salvatore Curto,

Pubblicato 2 anni fa

Ci sono anche due canicattinesi tra le 23 persone arrestate all’alba dalla Squadra Mobile di Catania in un blitz – coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia con il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo ed il sostituto Assunta Musella – che ha colpito due organizzazioni criminali accusate di associazione per delinquere finalizzata al traffico e alla produzione di sostanze stupefacenti, cocaina e marijuana, nonche’ detenzione abusiva di armi da sparo clandestine.

Il gip del tribunale di Catania, Chiara Di Dio Datola, ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di Salvatore Carlino, 32 anni di Canicattì, e  Salvatore Curto, 39 anni di Canicattì. Per un terzo canicattinese – Vincenzo Curto, 42 anni – il giudice ha rigettato la richiesta di applicazione di misura cautelare. Ventidue indagati sono finiti in carcere, uno agli arresti domiciliari 2 sottoposti alla misura cautelare dell’obbligo di dimora e dell’obbligo di presentazione alla P.G. e 3 sottoposti alla misura cautelare dell’obbligo di dimora. 

LE MISURE CAUTELARI

In carcere: Carmelo Bellomia, 39 anni; Salvatore Carlino, 32 anni; Michele Cosentino, 71 anni; Salvatore Curto, 39 anni; Francesca Polsia Maria D’Agostino, 28 anni; Francesco Falduto, 49 anni; Lorenzo Ferlito, 53 anni; Giuseppe Fontanarossa, 24 anni; Michele Fontanarossa, 65 anni; Angelo Cristofaro Fuselli, 64 anni; Salvatore Gulluni, 48 anni; Maryna Kvak, 41 anni; Mykola Kvak, 23 anni; Francesco Ieni, 40 anni; Andrea La Delfa, 42 anni; Francesco Minnici, 34 anni; Giovanni Minnici, 56 anni; Alessandro Robortella, 28 anni; Maurizio Salici, 47 anni; Emanuele Sapia, 28 anni; Michele Lorenzo Schillaci, 54 anni; Giuseppe Viola, 36 anni. Ai domiciliari: Domenico Schillaci, 84 anni; Obbligo presentazione Pg: Roberta Brizzi, 26 anni; Salvatore Simone, 39 anni. Obbligo dimora: Andrea Brunetto, 43 anni; Salvatore Caruso, 26 anni; Arbi Dridi, 26 anni. 

LE INDAGINI

Il provvedimento restrittivo è stato emesso all’esito di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia e svolte dalla Squadra Mobile – Sezione Antidroga della Questura di Catania, tra il mese di ottobre 2018 e agosto 2019, intraprese a seguito del ferimento a colpi d’arma da fuoco di Anthony Scalia, 30 anni,, avvenuto la sera del 30 settembre 2018, nonché del tentato omicidio commesso la sera del 12 novembre 2018 ai danni del pregiudicato Giuseppe La Placa, 43 anni, ritenuto appartenente al clan mafioso Cappello – Bonaccorsi.

All’indomani del ferimento, la sera dell’1 ottobre 2018, Anthony Scalia veniva arrestato dagli agenti della Sezione Antidroga, ad esito di perquisizione presso la sua abitazione, poiché trovato in possesso di 675 grammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana.

La stessa sera, i poliziotti operavano, altresì, la perquisizione di un parcheggio sito in via Della Bainsizza, all’esito della quale venivano rinvenute una pistola semiautomatica calibro 44 Magnum con matricola abrasa provvista di caricatore rifornito con 6 cartucce del medesimo calibro, un revolver Smith Wesson calibro 357 Magnum e tamburo rifornito con 6 cartucce del medesimo calibro ed un giubbotto antiproiettile.

L’azione di ricerca proseguiva e interessava, poi, un loculo del cimitero comunale di Catania all’interno del quale gli operatori dell’Antidroga rinvenivano un sacco utilizzato per il trasporto delle salme contenente una pistola mitragliatrice con matricola abrasa, una pistola semiautomatica calibro 7.65 con matricola abrasa, una pistola semiautomatica Colt Super 38 Automatic, oltre a svariate munizioni di diverso calibro, anche da guerra.     

Da tale contesto traeva origine l’azione investigativa antidroga di cui all’operazione odierna. Veniva cioè intrapresa una complessa indagine, svolta dalla locale Squadra Mobile e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia catanese. Un’attività supportata da presidi tecnici come intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche nonché con sistemi di videoregistrazione, ad esito della quale la Procura della Repubblica richiedeva ed otteneva dal competente Giudice per le Indagini Preliminari, le misure cautelari oggetto di odierna esecuzione, ravvisando la sussistenza, nell’attuale fase del procedimento nel quale non si è ancora instaurato il contradittorio delle parti,  di gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati, in relazione all’appartenenza a due distinti sodalizi criminali dediti al traffico di cocaina e marijuana sull’asse Sicilia – Calabria.

La prima organizzazione criminale era dedita al traffico di cocaina ed aveva la propria base operativa nel rione popolare San Giovanni Galermo.

I principali membri di tale illecita associazione sarebbero i pregiudicati catanesi Lorenzo Michele Schillaci e Michele Fontanarosa e il trafficante calabrese Giovanni Minnici. I predetti, operando congiuntamente agli altri membri del gruppo criminale, sia a Catania che in Calabria (nella zona della locride), ogni settimana sarebbero riusciti a far giungere a Catania, nonché nell’agrigentino, ingenti forniture di cocaina, avvalendosi di svariati “corrieri” dell’organizzazione che occultavano i carichi di sostanza stupefacente in appositi doppi fondi ricavati nelle varie autovetture.

La cocaina, che veniva ‘stoccata’ all’interno di un’abitazione nella zona di Mascalucia, serviva per l’approvvigionamento delle principali “piazze di spaccio” del Capoluogo e tra esse quella di via Capo Passero. Quest’ultima avrebbe il suo vertice nell’indagato Lorenzo Michele Schillaci, all’epoca dei fatti soggetto di rango apicale del clan mafioso Santapaola – Ercolano, famiglia Nizza, il quale sarebbe al comando della struttura operativa, riferibile al predetto clan mafioso, che controllava la suddetta “piazza di spaccio” nel rione popolare San Giovanni Galermo.

Nel corso delle indagini su tale prima organizzazione criminale venivano documentati, in poco meno di sei mesi, 21 trasporti e consegne di ingenti quantitativi di cocaina e venivano arrestati in flagranza di reato vari “corrieri” del sodalizio con contestuali sequestri di sostanza stupefacente per un totale di 21 kg di cocaina, destinati al mercato catanese.

La seconda organizzazione criminale era dedita al traffico di marijuana ed aveva la propria base operativa nel rione popolare San Berillo Nuovo.

Tale associazione illecita avrebbe i suoi principali membri nel pregiudicato catanese Francesco Ieni, storicamente legato al clan mafioso Pillera – “Puntina” e stabilmente dedito al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, nonché nel trafficante calabrese Alessandro Robortella, i quali, operando congiuntamente agli altri membri del gruppo criminale, settimanalmente avrebbero fatto giungere a Catania ingenti forniture di marijuana che venivano poi rivendute a vari grossisti catanesi.

Le indagini su tale seconda compagine criminale consentivano di documentare svariate consegne di ingenti quantitativi di marijuana provenienti dalla Provincia di Reggio Calabria che si consumavano nel rione popolare di San Berillo Nuovo.

Le indagini comprovavano la pericolosità dell’associazione che, operante sotto l’egida del suddetto clan mafioso, si dotava di armi da sparo al fine di presidiare il proprio traffico di stupefacenti da eventuali ingerenze da parte di gruppi rivali.

Al riguardo, oltre al sequestro di 23 kg di marijuana, durante l’indagine venivano, altresì, arrestati alcuni membri del gruppo criminale e tra essi proprio il presunto capo promotore, col contestuale sequestro di varie armi da fuoco, munizioni e silenziatori; in particolare:

  • il 4.3.2019 veniva arrestato il membro dell’organizzazione criminale Maurizio Salici col contestuale sequestro di una pistola semiautomatica calibro 9X21 di provenienza furtiva con inserito caricatore rifornito con 8 cartucce del medesimo calibro, un secondo caricatore rifornito con 13 cartucce del medesimo calibro ed un silenziatore per pistola semiautomatica;
  • il 30.12.2019 veniva arrestato Francesco Ieni. Nella medesima occasione si perveniva al sequestro di una pistola semiautomatica calibro 7.65 con matricola abrasa con inserito caricatore rifornito con 11 cartucce del medesimo calibro.

Nel corso dell’operazione, la Squadra Mobile della Questura di Catania è stata coadiuvata da personale delle Squadre Mobili della Questura di Reggio Calabria, della Questura di Salerno e della Questura di Agrigento.

Hanno inoltre partecipato equipaggi della Questura di Catania e delle sue articolazioni nonché  unità specializzate come Polizia Scientifica e Cinofili ed altresì equipaggi del Reparto Prevenzione appositamente inviati dalla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato – Servizio Centrale Operativo.

Operazione Blanco
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