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Giudiziaria

Spaccio di cocaina tra Agrigento e Favara durante lockdown: 4 condanne

Quattro condanne anche in Appello ma con riduzioni di pena

Pubblicato 2 mesi fa

Quattro condanne anche in secondo grado, seppur con riduzioni di pena, nell’ambito del processo scaturito da un’inchiesta antidroga dei carabinieri della Compagnia di Agrigento e della Tenenza di Favara.  I giudici della Corte di Appello di Palermo, presieduta da Adriana Piras, hanno condannato Calogero Salvaggio a 4 anni e 6 mesi (7 anni in primo grado); Giuseppe Papia 7 anni e 4 mesi (8 anni in primo grado); Salvatore Papia 6 anni (7 anni in primo grado); Rosario Saieva 6 anni (8 anni in primo grado). 

La principale riduzione di pena l’ha avuta Calogero Salvaggio, difeso dall’avvocato Giuseppe Barba. Nei suoi confronti sono state unificate per continuazione due precedenti sentenze con la conseguenza che la condanna è scesa a 4 anni e 6 mesi complessivi. All’uomo sono stati revocati immediatamente i domiciliari. 

L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Paola Vetro, ha permesso di documentare oltre centocinquanta cessioni di droga tra Favara e Villaggio Mosè. Tanti gli acquirenti in cerca di cocaina, hashish e marijuana così come tante sono state le conversazioni intercettate in cui si richiedeva, con l’utilizzo di parole criptiche, la droga. 

La base era una sala giochi “Joker” di Favara ma, con l’arrivo del lockdown, sono cambiate anche le strategie del traffico di droga che si è spostato direttamente nelle abitazioni degli indagati. Le cessioni avvenivano anche in luoghi all’aperto come piazze o parcheggi di supermercati. Le attività di videoripresa sono state supportate dai riscontri acquisiti dai militari dell’Arma attraverso perquisizioni nei confronti degli acquirenti. Verifiche che hanno dato sempre riscontro positivo, con sequestro di dosi e denaro.

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