Calamonaci, il Cga blocca la realizzazione di un impianto eolico

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Calamonaci, il Cga blocca la realizzazione di un impianto eolico

di Redazione
Pubblicato il Giu 22, 2019
Calamonaci, il Cga blocca la realizzazione di un impianto eolico

I fratelli V. P. e P. P., rispettivamente di 39 e di 38 anni, di Ribera, sono i legali rappresentanti della società semplice agricola R.; la suddetta società gestisce nel territorio del Comune di Calamonaci una florida produzione di pere.

I due fratelli riberesi alla fine del 2018 ricevevano una nota con la quale venivano a conoscenza della circostanza che l’assessorato regionale dell’Energia aveva autorizzato la società Eeb srl a procedere alla realizzazione di un impianto eolico della potenza pari a 18 mwe da ubicare nel territorio del Comune di Bivona e di una serie di opere di connessione da realizzare nel territorio del Comune di Calamonaci, disponendo l’apposizione del vincolo preordinato alla espropriazione per pubblica utilità.

Con la medesima nota i due fratelli apprendevano che nei propri terreni sarebbe stata realizzata una sottostazione nella quale incamerare l’energia prodotta dall’impianto eolico. Pertanto i due fratelli riberesi proponevano un ricorso davanti al Tar Sicilia, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Rosario De Marco Capizzi, chiedendo l’annullamento del decreto di valutazione di impatto ambientale, nonché dell’autorizzazione a procedere alla realizzazione dell’impianto eolico e delle  opere connesse.

Nei propri scritti difensivi, gli avvocati Rubino e De Marco Capizzi evidenziavano in particolar modo che l’Assessorato Territorio ed ambiente avesse omesso di verificare l’impatto ambientale dell’impianto eolico, avuto riguardo delle caratteristiche ambientali che connotano oggi le diverse aree interessate dal progetto.

il Tar Palermo, condividendo le censure degli avvocati Rubino e De Marco Capizzi, con ordinanza accoglieva la domanda cautelare proposta dai fratelli riberesi e per l’effetto disponeva la sospensione degli effetti dei provvedimenti impugnati.

Successivamente, la società Eeb proponeva appello cautelare davanti al Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Sicilia, chiedendo la riforma dell’ordinanza del Tar Sicilia.

I fratelli riberesi si costituivano nel suddetto giudizio d’appello, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza che evidenziavano, attraverso articolate difese, l’infondatezza dell’appello della società Eeb.

Il Consiglio di giustizia amministrativa con ordinanza ha respinto l’appello proposto dalla società Eeb ribadendo, in accoglimento delle argomentazioni difensive degli avvocati Rubino e Valenza, che l’Assessorato Territorio ed ambiente non avesse tenuto conto del mutato stato dei luoghi interessati dalla realizzazione dell’impianto.

Pertanto, nelle more di una pronuncia di merito da parte del Giudice amministrativo, non avrà luogo l’immissione in possesso dei terreni dei fratelli riberesi, che potranno pertanto continuare la produzione di pere.


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