Discariche abusive commissariate, La Via: “Manca la progettualità, la Sicilia viaggia in direzione opposta all’Europa”.
A seguito del commissariamento di 22 discariche abusive in sei Regioni italiane oggetto di infrazioni europee, per le quali da tempo sono scaduti i termini delle diffide interviene l’europarlamentare Giovanni la Via che afferma:“La nostra regione, e’ un dato di fatto – osserva La Via – viaggia in direzione opposta all’Europa. Pertanto l’intervento del Governo […]
A seguito del commissariamento di 22 discariche abusive in sei Regioni italiane oggetto di infrazioni europee, per le quali da tempo sono scaduti i termini delle diffide interviene l’europarlamentare Giovanni la Via che afferma:“La nostra regione, e’ un dato di fatto – osserva La Via – viaggia in direzione opposta all’Europa. Pertanto l’intervento del Governo si e’ reso necessario per evitare ulteriori e pesanti sanzioni in cui da anni incorre per il mantenimento di queste aree con tutte le conseguenze nocive all’ambiente e alla salute della popolazione”. “Fino a quando la Sicilia, a partire dalla raccolta differenziata, che ci vede fanalino di coda, non si allineera’ al nuovo corso in direzione di un metodo sostenibile di gestione dei rifiuti considerandoli una risorsa e investendo in impianti tecnologici e all’avanguardia – sottolinea La Via – il risultato sara’ destinato a rimanere tale e quale. Questo non e’ che il sintomo della mancanza di progettualita’, di una strategia capace di traghettare la Sicilia da una ‘vecchia’ a una nuova sensibilita’”. “Mentre l’Europa ha fatto passi importanti in direzione di una politica green – prosegue La Via – la Sicilia registra una controtendenza che la allontana dal raggiungimento degli obiettivi richiesti da un’economia circolare come la graduale limitazione al 10% del conferimento in discarica dei rifiuti urbani-e dai parametri stabiliti dall’Europa. Ne’, d’altra parte, si puo’ ipotizzare una chiusura in tempi brevi delle discariche: ogni Stato presenta performance diverse. Di conseguenza non sarebbe ‘realistico’ pensare a una pianificazione omogenea”.





