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Blitz “Caronte”: Bucalo dal carcere ai domiciliari

Il 23 marzo Marco Bucalo in esecuzione dell’ordinanza di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Marsala, veniva tratto in arresto unitamente ad altri soggetti per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I fatti contestati erano risalenti a due sbarchi avvenuti in data 02/01/2017 e 17/02/2017, lungo le coste di Mazara […]

Pubblicato 8 anni fa

Il 23 marzo Marco Bucalo in esecuzione dell’ordinanza di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Marsala, veniva tratto in arresto unitamente ad altri soggetti per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

I fatti contestati erano risalenti a due sbarchi avvenuti in data 02/01/2017 e 17/02/2017, lungo le coste di Mazara Del Vallo.

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia svoltosi presso il Carcere di Trapani avanti il Gip del Tribunale di Marsala Riccardo Alcamo e alla presenza dei propri difensori avvocati Luigi La Placa, Filippo Guagliardo e Sandro La Placa, Marco Bucalo si è avvalso della facoltà di non rispondere, perchè  non era stato nelle condizioni di completare la lettura dell’intera ordinanza di custodia cautelare.

Avverso l’ordinanza di custodia cautelare, i difensori di Bucalo, hanno depositato presso il Tribunale del Riesame di Palermo, istanza di riesame al fine di far rivalutare i gravi indizi di colpevolezza posti a base della misura cautelare, nonchè l’esigenza cautelare (reiterazione del delitto)  con articolata memoria difensiva poi depositata all’udienza di discussione del 10/04/2018.

L’avv. Sandro La Placa

In quell’udienza i difensori di Bucalo avvocati Luigi La Placa, Filippo Guagliardo e Sandro La Placa, hanno illustrato sia in punto di fatto che in punto di diritto, le criticità della misura cautelare, sia in ordine al quadro indiziario ritenuto generico perchè non riscontrato da elementi probatori certi che attribuissero al Bucalo condotte tendenti a favorire l’immigrazione clandestina.

In assenza quindi dei gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati contestati, evidenziavano l’insussistenza dell’esigenza cautelare della reiterazione del delitto.

In subordine, evidenziavano, ove ritenuti sussistenti i gravi indizi di colpevolezza, che essendo le condotte contestate avvenute circa un anno addietro, mancava il requisito concreto dell’attualità delle condotte per ritenere sussistente l’esigenza cautelare anche in considerazione dell’incensuratezza di Bucalo Marco.

Chiedevano pertanto, la revoca della misura della custodia cautelare in carcere, o in subordine la sostituzione della stessa con altra meno afflittiva.

Il Tribunale del Riesame, in parziale accoglimento delle difese dei difensori, ha sostituito la misura della custodia cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari.

Marco Bucalo pertanto ha lasciato il carcere per ritornare a casa.

Nell’operazione in carcere erano finiti: Salvatore Calcara, 49 anni, di Sambuca di Sicilia (Ag); Marco Bucalo, 31 anni, di Menfi (Ag) e Montasar Bouaicha, 27 anni, tunisino. Agli arresti domiciliari era stato posto: Giuseppe Morreale, 48 anni, di Santa Margherita Belice (Ag). Obbligo di dimora, infine, per Salvatore Occhipinti, 53 anni, di Marsala (Tp).

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